Una partecipante al corteo (foto da video) - Blitz Quotidiano
Momenti di tensione alla fiaccolata apartitica per chiedere più sicurezza a Genova, organizzata dal gruppo facebook di cittadini “Genova Insicura” e che si è tenuta nella tarda serata di martedì 6 luglio a Sestri Ponente. In piazza senza bandiere di partito numerosi esponenti locali del centrodestra.
Il fotoreporter del Secolo XIX Davide Pambianchi e i collegahi di Repubblica Fabio Bussalino e Massimiliano Salvo, come mostrato anche nel filmato che segue sono stati aggrediti e derubati nei pressi di piazza Baracca quando uno spezzone del corteo ha fronteggiato il contro presidio organizzato dall’Anpi e altre sigle in risposta alla manifestazione ritenuta “razzista”.
Assostampa, l’Ordine di Giornalisti e il Gruppo Cronisti liguri hanno denunciato ed espresso solidarietà per quanto accaduto: “I cronisti che stavano seguendo la manifestazione sono stati aggrediti sia fisicamente sia verbalmente e un collega è stato derubato del telefono cellulare. Esprimiamo totale solidarietà ai colleghi e auspichiamo che i responsabili di tali violenze vengano immediatamente identificati e che le istituzioni e la politica tutta prendano in maniera immediata e netta le distanze e condannino quanto accaduto”.
La denuncia della sindaca Silvia Salis
Netta la presa di posizione anche della sindaca di Genova Silvia Salis: “Esprimo la più profonda e sincera solidarietà, a nome mio e di tutta l’amministrazione comunale, ai giornalisti e agli operatori dell’informazione che sono stati vittime di aggressioni e spintoni ieri sera durante la manifestazione a Sestri Ponente. Quello che è accaduto è inaccettabile e sconcertante. La libertà di stampa e il diritto di cronaca sono pilastri irrinunciabili della nostra democrazia: colpire chi sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro per informare i cittadini è un atto di vile intolleranza che l’intera città di Genova respinge con la massima fermezza”.
La sindaca di Genova ha proseguito: “Mi auguro che dai diversi rappresentanti politici e istituzionali della destra che erano presenti a questa manifestazione arrivi una condanna unanime e senza ambiguità verso queste forme di prevaricazione, non si può invocare sicurezza tollerando al contempo l’intimidazione di chi fa informazione. Genova è una città democratica e non accetta che il confronto e il clima delle nostre piazze vengano avvelenati dalla violenza e dalla prepotenza”.
Indaga la questura
La Procura di Genova ha avviato un’indagine. L’ipotesi è che in mezzo alle persone chiamate in piazza si siano infiltrati degli estremisti. Lo si è capito quando ai fischietti si sono sostituite gli slogan “remigrazione”. Molte persone che volevano manifestare sono tornate a casa e il quartiere per quasi mezz’ora è rimasto in balia dei facinorosi che hanno aggredito, fra le altre cose, i cronisti.
