Italiani sono 55 milioni, è declino demografico. 5 milioni gli stranieri regolari VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 5 Luglio 2019 11:11 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2019 1:25
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Italiani sono 55 milioni, è declino demografico. 5 milioni gli immigrati

ROMA – L’Italia è in declino demografico: non accadeva da 90 anni. A certificare il dato è l’Istat che fornisce i numeri: al 31 dicembre 2018, gli italiani sono 55 milioni 104 mila, 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Il declino è però rallentato dalla crescita dei cittadini stranieri iscritti all’anagrafe che sono, sempre al 31 dicembre 2018, 5.255.503. Rspetto al 2017 sono aumentati di 111 mila (+2,2%) arrivando a costituire l’8,7% del totale della popolazione residente.

Il dato che appare più sconcertante è che, rispetto al 2014, la perdita di italiani è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (-677 mila)

L’Istituto di Statistica fa notare che negli ultimi quattro anni i nuovi cittadini per acquisizione della cittadinanza sono stati oltre 638 mila. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 300 mila unità. Nel quadriennio, il contemporaneo aumento di oltre 241 mila unità di cittadini stranieri ha permesso di contenere la perdita complessiva di residenti.  La diminuzione delle nascite nel 2018 è di oltre 18 mila unità rispetto al 2017 pari al -4% certifica l’Istat. Sono stati iscritti in anagrafe per nascita 439.747 bambini, un nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. La popolazione residente in Italia è diminuita di 124.427 unità nel 2018 pari al -0,2%. Al primo gennaio 2019 risiedono in totale in Italia 60.359.546 persone, di cui l’8,7% sono straniere. E’ del -3,2% il calo degli iscritti dall’estero dovuto soprattutto alla diminuzione di immigrati stranieri.
L’apporto degli immigrati in Italia. Risorsa o sostituzione etnica come dicono i sovranisti? 

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Analizzando i dati viene da chiedersi se davvero siamo di fronte ad una “sostituzione etnica” come sostenuto dai sovranisti più incalliti (Meloni su tutti) o dobbiamo considerare gli immigrati una risorsa. I numeri forniscono un’indicazione chiara: non c’è nessuna sostituzione in corso. Semmai dovremmo essere grati ai 5 milioni di stranieri presenti: grazie a loro si rallenta un minimo un declino a cui la politica, in questi anni, ha risposto con inutili misure una tantum (vedi il bonus bebè).

Gian Carlo Blangiardo, ex professore ordinario di Demografia all’Università di Milano Bicocca considerato vicino a Matteo Salvini, è stato nominato dal governo gialloverde a capo dell’Istat. In un’intervista a Repubblica spiega cosa pensa dell’immigrazione e lascia intendere da cosa nasce l’attuale paura incontrollata. Secondo Blnagiardo, “di per sé l’immigrazione è un fenomeno naturale nelle società aperte. Occorre tenere conto di quali numeri si stia parlando in termini di flussi e di contesto. Quando c’è ricchezza, benessere e posti di lavoro in abbondanza, l’immigrazione è un importante contributo alla società. Quando invece le cose non vanno bene, la presenza di flussi consistenti può diventare un fattore destabilizzante”

Il problema è insomma da ricercare nell’inarrestabile crisi economica e sociale che sta vivendo la società italiana. Declino che ha come conseguenza la “guerra tra poveri” a cui stiamo assistendo ormai da diverso tempo.

Fonte: Ansa, Repubblica