YOUTUBE Pastori sardi bloccano carne d’importazione. E minacciano di fermare elezioni regionali

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2019 20:28 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2019 20:28
Pastori sardi bloccano carne d'importazione. E minacciano di bloccare elezioni

Pastori sardi bloccano carne d’importazione. E minacciano di bloccare elezioni

CAGLIARI – Dopo giorni di proteste con porti presidiati, blocchi stradali, “assalti” alle aziende casearie e migliaia di litri di latte sversati, i pastori sardi lanciano l’ultimatum.

“Una soluzione in pochi giorni o bloccheremo i seggi elettorali”, avvertono in vista delle elezioni regionali del 24 febbraio. Per un litro di latte prendono circa 60 centesimi: ne chiedono 70 netti, ma pretendono anche una maggiore tutela delle Dop e il controllo delle importazioni.

Oggi, domenica 10 febbraio, hanno denunciato le “pessime condizioni della carne d’importazione” mentre scaricavano a terra quarti di suino provenienti dalla Francia. Viaggiavano su un tir-frigo imbarcato a Genova e attraccato questa mattina a Porto Torres, dove l’hanno atteso più di cento allevatori, guardati a vista dalle forze dell’ordine in assetto anti sommossa.

Momenti di tensione si sono registrati quando è stato ordinato di chiudere il camion, lasciato ripartire solo a fine mattinata. La rivolta ha fatto tappa anche a Olzai, nel Nuorese, e a Sant’Antioco, nel sud Sardegna, dove sono stati sversati centinaia di litri di latte: a Olzai sono finiti nel fiume che attraversa il paese.

Anche oggi la statale 131, che collega il sud e il nord dell’Isola, è stata bloccata, questa volta all’altezza di Sanluri. Problemi anche sulla statale 129. La gente solidarizza.

Nella giornata di ieri, sabato 9 febbraio, erano stati i calciatori del Cagliari, dopo un tentativo dei pastori di bloccare la loro partenza per la trasferta di Milano. Oggi arriva quella dei commerciati di Nuoro: martedì 12 chiuderanno tutti i negozi del centro, una serrata “in segno di solidarietà e, quel che più conta, di condivisione con gli amici pastori e agricoltori”.

Forze dell’ordine e Procure lavorano per individuare i responsabili della contestazione. Attraverso i filmati rilanciati sui social, già cinque allevatori sono stati identificati e denunciati. Ma non pagheranno per tutti: le indagini su quel che è accaduto in Sardegna negli ultimi tre giorni sono solo all’inizio.

Lunedì 11 febbraio, intanto, il Codacons presenterà un esposto alle Procure di Cagliari e Roma e all’Antitrust, chiedendo di “accertare se esistano i presupposti per contestare agli industriali del latte il reato di aggiotaggio”. E il Governo si muove. “Io sto con i pastori”, dice il vicepremier Matteo Salvini, chiarendo che è “urgente dare vita ad una Commissione Unica Nazionale con pastori, produttori e industriali per il latte ovino, con lo Stato (vista l’assenza della Regione) che torna a fare lo Stato e stabilisce un prezzo minimo di contrattazione, anche con una eventuale parte di sovvenzione”.

Il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, non ha dubbi: “I pastori sardi hanno perfettamente ragione, poi le modalità le lascio a voi”. E annuncia la sua visita in Sardegna per il prossimo weekend. “Voglio parlare con loro – spiega – sapere da loro se quello che decideremo è una cosa che può essere accettata”.

L’opposizione entra nella vertenza sarda con l’ex ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, deputato e candidato alla segreteria dem: “Nessuno può rimanere indifferente. Come abbiamo costruito una soluzione per il latte vaccino negli anni scorsi, ora il governo deve occuparsi subito di loro, convocandoli immediatamente a un tavolo al ministero”.

Sul fronte interno si annuncia una settimana ‘calda’. Ci si prepara al tavolo convocato per mercoledì 13 dalla Regione. Ma Coldiretti ha fatto sapere che intende sfilarsi. Così il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore Pier Luigi Caria, si appellano “al senso di responsabilità di tutti: non lasciate il tavolo, fatelo per le decine di migliaia di famiglie che attendono le dovute risposte su un prezzo del latte inaccettabile”.