Tg News, il meglio della settimana: Pamela Anderson, Ada Hegerberg, Messaggero di Sant’Antonio

di Giuseppe Avico
Pubblicato il 8 dicembre 2018 13:15 | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2018 15:16
Tg News di Blitz, il meglio della settimana: Pamela Anderson, Ada Hegerberg, Messaggero di Sant'Antonio

Tg News, il meglio della settimana: Pamela Anderson, Ada Hegerberg, Messaggero di Sant’Antonio

ROMA – Pamela Anderson contro Matteo Salvini: “È il nuovo fascismo”. Il ministro e vicepremier se ne fa una ragione: “Lei a Roma sabato 8 dicembre non ci sarà”. Questa polemica transoceanica è uno dei flash del notiziario video settimanale di Giuseppe Avico. Tre minuti di informazione di ogni genere raccontata e con didascalie.

Nel video poi si parla anche delle violente manifestazioni in Francia dei gilet gialli contro il caro-carburante. Il presidente Macron, in bilico e in calo di consensi, ha ceduto annullando l’aumento del carburante per tutto il 2019. Ma le proteste continuano… Siamo in un romanzo di Victor Hugo? Dalle proteste in strada alle polemiche sui social.

Questa settimana, infatti, durante la premiazione per il pallone d’oro femminile, il dj Martin Solveig si è rivolto alla vincitrice Ada Hegerberg chiedendole se sapesse twerkare. Sapete no, quella specie di ballo tanto popolare sul web. Lei ha risposto con un deciso “No”. Le tastiere di mezzo mondo si suono infuocate sui social scatenando la polemica su quella domanda poco appropriata del dj.

Tornando in Italia, nel video si parla anche del mondo della stampa e del giornalismo italiano in fermento. Testate più o meno grandi rischiano seriamente di chiudere. Si pensi per esempio a giornali come Libero, Italia Oggi, Avvenire, Il Manifesto e Il Foglio, destinati ad una lenta e dolorosa dipartita. La polemica ruota attorno al finanziamento pubblico all’editoria, ovvero ciò che il M5s intende abolire progressivamente nei prossimi 4 anni.

In settimana il mensile dei frati della basilica di Padova, il Messaggero di Sant’Antonio, ha chiuso i battenti e mandato a casa i propri giornalisti. La causa? Il denaro, sempre quello. La Fnsi si è fatta subito sentire, giudicando inaccettabile la condotta e la direzione dei frati, contrari ad ogni forma di trattativa. Giornali mandati a morire con i tagli ai finanziamenti pubblici: questo è un tema che continuerà a tuonare sulle nostre teste ancora per un po’, soprattutto se in ballo c’è l’informazione e la sua manipolazione.