In vista del summit/ Il Times di Londra attacca: “Berlusconi non deve guidare il G8, non ha mantenuto le sue promesse di aiuti all’Africa”. E Jovanotti scrive al premier: “Aumentare il contributo dell’Italia”

Pubblicato il 1 Luglio 2009 9:50 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2009 10:12

Il problema più grande non è la sua condotta morale, ma il fatto di non aver mantenuto fede alle promesse di aiuti ai paesi africani. Dalle pagine del Times di Londra arriva un altro duro colpo a Silvio Berlusconi attraverso un editoriale di Joanne Green. Forse tutto passerebbe in secondo piano se il Primo Ministro  non dovesse guidare il G8 che si terrà a L’Aquila.

A Greeneagles, quattro anni fa i potenti avevano promesso di raddoppiare gli aiuti di 25 miliardi di dollari all’anno entro il 2010. L’impegno dell’Italia nei confronti dell’Africa non era stato consistente nemmeno prima della crisi: aveva aumentato i contributi del 3 per cento mentre per raggiungere gli obiettivi prefissati ci vorrebbe almeno il 145 per cento. Se l’agenda del summit ruota intorno al continente africano e Berlusconi vuole accrescere la sua immagine internazionale come statista, qualcosa non quadra. Il Times attacca il premier che «non vuole distrarsi dallo scandalo», perché molto probabilmente l’Italia darà, in percentuale del suo prodotto interno lordo, meno aiuti di qualsiasi altro Paese del G7. Così il peso internazionale dell’Italia diminuisce proporzionalmente alle azioni del  “tycoon miliardario” Silvio.

Anche in Italia iniaziano a ribollire gli animi no global sulla questione africana e il G8. Il cantante Lorenzo Cherubini ha scritto una lettera a Berlusconi su Vanity Fair: «Si avvicina il G8 e l’Italia è di nuovo il Paese ospite, dopo esserlo stato nel 2001 a Genova. In quell’occasione lei fu promotore del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria. Le sue iniziative influenzarono gli altri grandi. Grazie a quelle decisioni, oggi ci sono migliaia di bambini in più nelle scuole africane, e quei bambini saranno i giovani che guideranno lo sviluppo dei loro Paesi. Poi però le cose sono cambiate; gli impegni presi, e mantenuti per un paio d’anni, sono stati disattesi». Poi l’appello:  «Se lei al G8 aumenterà il contributo dell’Italia, ristabilendo il suo ruolo di capofila nella lotta alla povertà, permetterà al Paese di sentirsi orgoglioso. E anche se il Paese intero non reagirà direttamente a quella scelta politica, ne trarrà un beneficio morale».