Qui sala parto/ Malore virtuale e spinta reale: vista di rado una nascita così “naturale”

Pubblicato il 11 Agosto 2009 10:22 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2009 10:30

A volte capita anche che ….l’esperienza del parto lasci di stucco il ginecologo.

Questa volta toccava partorire  alla signora del box 3. Non era una situazione promettente: la nostra “signora n.3” aveva affrontato tutta la gravidanza con la paura del parto. Nove mesi di incubi notturni ricorrenti nei quali si vedeva incapace di affrontare il travaglio del parto e di soffocare durante le spinte espulsive.

Raffaella, così si chiama, non aveva voluto neppure seguire un corso di preparazione al parto convinta del fatto che il corso più che aiutarla avrebbe peggiorato l’impatto con questa nuova esperienza, facendole conoscere aspetti che, forse, lei stessa non si sentiva pronta a metabolizzare.

Il marito, d’altro canto, non le era di nessun conforto. Invece di aiutarla, assecondava la sua indole fragile. Sembrava un pulcino spaventato che, abbandonato dalla madre, non era in grado di mettere una zampa nell’acqua.

Torniamo , comunque alla situazione ostetrica di Raffaella.

Alle 8,20 entro nel box 3 con l’ostetrica che seguiva Raffaella dalle ore 7 ( momento in cui aveva preso servizio in sala parto). In precedenza, Raffaella era stata seguita da un’altra ostetrica, che l’aveva lasciata poco fiduciosa che il parto sarebbe avvenuto per via vaginale.

A dire il vero , al cambio di guardia , mi avevano prospettato la possibilità di un taglio cesareo imminente.

C’erano, infatti, alcune cose che non andavano: la testa del feto era molto alta; la dilatazione del collo dell’utero era rimasta invariata tutta la notte (2-3 cm), nonostante il sacco fosse rotto da quasi 12 ore; il tracciato cardiotocografico non era dei migliori. C’erano state alcune decelerazioni variabili. Fortuna che il iquido amniotico era rimasto sempre chiaro.

Mi consulto con l’ostetrica. Concordiamo di attendere e provare l’induzione con l’ossitocina , tenendo Raffaella sotto stretta sorveglianza, pronte ad un eventuale cesareo di urgenza. Raffaella alle 6 aveva fatto l’epidurale ma ora cominciava a lamentarsi di nuovo.

Parlo con lei: mi dice che si sente letteralmente terrorizzata, che non sa come spingere e che ha paura di soffocare e perdere i sensi durante le spinte espulsive. Ripete continuamente le stesse parole: “Mi sento mancare, ora svengo”. Era chiaro che non avesse ricevuto alcuna informazione sul travaglio. Vedeva il figlio in arrivo come racchiuso in un contenitore, l’utero, dal quale qualcuno avrebbe dovuto toglierlo al momento opportuno senza sforzi e senz ‘alcuna partecipazione attiva.
Proprio come si racconta ai bambini: un figlio pronto, portato dalla cicogna.

Le spiego che non andrà in questo modo ma che abbiamo a disposizione i mezzi necessari a supportarla e ad accompagnarla fino alla fase espulsiva.

La parto analgesia  permetteva a Raffaella di sopportare le contrazioni che via via erano sempre più ravvicinate. Il suo tracciato cardiotocografico non era peggiorato, nonostante l’infusione ossitocica. Rimanevano delle sporadiche decelerazioni variabili ma era reattivo e con una buona variabilità.

L’ostetrica ed io invitiamo Raffaella a rimanere sul fianco sinistro, per facilitare la rotazione della testa fetale e per una migliore ossigenazione fetale. Alle 13.30 Raffaella chiama l’ostetrica dicendole di aver bisogno di andare in bagno, anzi di sentire la necessità di defecare. L’ostetrica decide di visitarla . Raffaella era a dilatazione completa e la testa fetale era ben impegnata.

Dopo nenache 5 minuti vedo uscire l’ostetrica dal box 3 con un sorriso che lasciava intendere qualcosa di positivo. Mi dice : “È completa, la testa è ben impegnata e la sinfisi non si aggancia. poche spinte con grinta e il bimbo nasce”.

Entro nel box e mi congratulo con Raffaella . Le dico: “Brava, tra poco il bimbo nasce”. Raffaella appare smarrita, viene presa dallo sconforto. Comincia a dire :”Soffoco, mi sembra che l’aria non raggiunga i polmoni”.

Le contrazioni hanno però la meglio e mentre cerca di terminare il racconto delle sue sensazioni, si interrompe e dice: “Ahi ahi, mi scappa la cacca, aiutatemi che ora la faccio”. In men che non si dica , vediamo affiorare la testa del feto.

Viene preparato il letto per il parto e di li a poco, dopo solo 3 spinte, viene alla luce la piccola Viola. Tagliato il cordone Viola viene portata dal pediatra. Il perineo di Raffaella appare per lo più integro. Solo una piccola lacerazione di nessuna importanza.

Complimenti Raffaella, l’avresti detto che saresti stata cosi brava?  E tanti auguri anche a papà Alessio.