Ogm, Clini: "Niente paura, sono più che utili"

Pubblicato il 15 Marzo 2012 9:30 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2012 9:32

ROMA – In Italia ''bisogna aprire una riflessione seria che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola sul ruolo dell'ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli Ogm''. Lo spiega, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, dopo che l'Europa ha deciso di riaprie il 'dossier ogm' e che l'Italia, insieme ad altri Paesi come Spagna, Svezia e Ungheria, ha aperto alla proposta della presidenza danese che la Ue conceda le autorizzazioni agli Ogm, salvo poi lasciare decidere i singoli Stati se vietarli o meno al loro interno.

Ma non si tratta, aggiunge il ministro, ''di una apertura tout court'' ma di valutare anche i ''molti benefici'' che puo' portare l'ingegneria genetica. Bisogna cercare di superare il ''paradosso'' della ''paura'' che cosi' si ''snaturino i nostri prodotti tipici'', chiarisce, perche' in realta' molti di essi, ''il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero d'Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco'' sono stati ottenuti con ''incroci e con la mutagenesi dei semi''.

Certo, ''condivido le preoccupazioni'' ma va aperta ''una riflessione seria'', perche' nel frattempo ''in Italia la posizione contro gli Ogm e' bipartisan e da sempre compromette in generale la ricerca sull'ingegneria genetica applicata all'agricoltura, alla farmaceutica e anche a importanti questioni energetiche. Un grave danno''.