Rifiuti Roma: fra proteste e costi raddoppiati, si rischia aumento tariffe

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2013 18:14 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2013 18:16
Rifiuti Roma: fra proteste e costi raddoppiati, si rischia aumento tariffe

Rifiuti Roma: fra proteste e costi raddoppiati, si rischia aumento tariffe

ROMA – Mentre si protesta per le discariche di Falcognana e di Bracciano che accoglieranno solo una minima parte dei rifiuti di Roma, nella Capitale potrebbe aumentare la tariffa per la spazzatura, che finora era Tares e l’anno prossimo sarà Service Tax.

Le cose stanno così: dopo trent’anni di proroghe e deroghe è stata chiusa la maxi discarica di Malagrotta, che finora aveva permesso ai sindaci predecessori di Ignazio Marino di rinviare le soluzioni del problema rifiuti. Un traguardo storico raggiunto a caro prezzo e con una soluzione temporanea: trasferire i rifiuti fuori dal Lazio raddoppiando i costi. Come ha ammesso l’assessore all’ambiente Estella Marino:

«I costi sono di 115 euro a tonnellata, il costo di conferimento a Malagrotta era di 66-67 euro. Per questi mesi c’è un extra costo aggiuntivo. Credo che a Cupinoro ci siano dei prezzi un po’ più bassi. È pur vero che dentro i costi dovrebbero inserirsi anche i costi ambientali. Stiamo verificando se è necessario un aumento o no della tariffa che pagano i cittadini».

A Cupinoro, vicino al lago di Bracciano, finiranno 20 mila tonnellate già trattate di spazzatura. C’è l’accordo fino al 31 dicembre per portare in quella discarica solo una piccola parte delle 450 mila tonnellate di rifiuti che Roma produrrà al ritmo di 5 mila tonnellate al giorno. Cupinoro, peraltro, era già una discarica, così come Falcognana, eppur si protesta,

A Falcognana, sull’Ardeatina, finiranno massimo 12 camion al giorno, per un totale di 300 tonnellate. Ma solo in caso di necessità. Forse hanno fatto una retromarcia, ma Marino e il presidente della Regione Nicola Zingaretti hanno dichiarato che Falcognana è solo una discarica di riserva, che al momento non sarà utilizzata e che accoglierà rifiuti solo in caso di emergenza.

Le grane non finiscono qui per Comune e Regione perché nel frattempo non si sa dove vanno a finire i rifiuti tuttora trattati a Malagrotta, negli impianti Tmb di Manlio Cerroni.

Comunque vada a finire, la vicenda che rischia di portare un aumento delle tasse per i romani presenta non pochi paradossi. Scrive Mauro Evangelisti sul Messaggero:

“Ieri in consiglio regionale di nuovo bagarre con la minoranza. I cittadini di Falcognana andranno a manifestare con quelli di Bracciano. Non è chiaro perché non vadano anche a solidarizzare con quelli di Chivasso e Sogliano al Rubicone, dove va la quasi totalità dei rifiuti di Roma. Ma questa è un’altra storia”.