“Ti candidi o no?”, “Ho diritto a intervenire nel dibattito politico”. Feltri provoca, Montezemolo risponde

Pubblicato il 1 Dicembre 2010 18:09 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2010 18:09

Luca Cordero di Montezemolo

Luca Cordero di Montezemolo in politica? L’ipotesi di una “discesa in campo” del presidente della Ferrari è diventata, col passare dei mesi, sempre più probabile. Il 28 novembre Vittorio Feltri ha scritto su Il Giornale, di cui è direttore editoriale, un articolo in cui invitava Montezemolo a dire chiaramente se aveva intenzione di candidarsi oppure no. Il giorno successivo, sempre sul quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, c’è stata la replica dell’ex leader di Confindustria, accompagnata dalla controreplica di Feltri.

Ecco i passaggi salienti del botta e risposta tra i due.

Nel primo dei suoi editoriali, Feltri si è rivolto esplicitamente a Montezemolo, chiedendo quale fosse la sua “strategia”: “Caro presi­dente della Ferrari: deci­diti, scendi in politica o no? Sono anni che fai un passo avanti e due indie­tro. Dici la tua su tutto, ma proprio su tutto, parli più di un Italo Bocchino però, quando sembri sul punto di irrompere nel Palazzo, ecco che arriva il comunicato: non se ne fa niente. Scusa, Luca, si può sa­pere che cavolo hai in te­sta? Luca non risponde”.

Secondo Feltri, il presidente della Ferrari avrebbe “il vizietto di intervenire pressoché set­timanalmente nelle vi­cende politiche, alimen­tando il sospetto che lui sia sul punto di offrirsi a un partito o a un altro, ri­schia di stufare. Montezemolo, così fa­cendo, si comporta come quegli amici che telefona­no spesso per vari motivi e, al termine della conver­sazione, immancabil­mente dicono: «Ho tanto desiderio di stare un paio d’ore con te. Perché non an­diamo a cena insieme da qualche parte, una delle pros­sime sere?». Tu rispondi: «Ma sì, certo, volentieri, dimmi tu quando puoi». E lui: «Sì, dài, allora ci sen­tiamo e fissiamo». Dopo­diché non lo senti più. O meglio, per sentirlo lo sen­ti ancora, magari di lì a un mese, ma la chiacchiera­ta si concluderà ancora al­lo stesso modo: «Perché non andiamo a cena una di queste sere…»”.

Il giorno successivo le colonne del quotidiano fondato da Indro Montanelli hanno ospitato la risposta di Montezemolo, e l’ex numero uno della Fiat ha fondamentalmente rivendicato il diritto di poter “parlare di politica”: “Lavoro da tutta la vita in Italia, dove investo il mio denaro, pago le tasse: davvero non capisco perché dovrei accettare il diktat di quanti vorrebbero riservare gli argomenti di interesse generale a coloro che della politica hanno fatto un mestiere. Mi limito dunque a rivendicare, direttamente e tramite l’associazione che ho contribuito a creare insieme a tante persone animate da spirito civico, il diritto di parola e di proposta: niente di più e niente di meno”.

Poi Montezemolo ha detto chiaramente di non aver paura della competizione politica: “Sono sempre stato coerente con quanto dichiarato circa il mio ingresso in politica. Ho continuato a svolgere il mio impegno di cittadino e di imprenditore, che mi appassiona e che mi vedrà coinvolto sempre di più nei prossimi anni. Se un giorno decidessi di entrare in politica, stanne certo, lo farei a viso aperto. Con la serenità e la sicurezza che mi deriva dall’aver guidato per larga parte della mia vita un’azienda emblema dell’idea di competizione, di sfida e di concorrenza. Ma soprattutto lo farei confrontandomi con le elezioni”.