Perché l’asta del Tesoro è andata “benino”, l’analisi di Isabella Bufacchi sul Sole 24 Ore

Pubblicato il 30 Novembre 2010 11:18 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 15:34

Blitzquotidiano vi propone come articolo del giorno l’analisi di Isabella Bufacchi sul Sole 24 Ore sui mercati e l’asta del Tesoro.

È un classico caso di bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, quello dell’ultima asta 2010 a medio-lungo termine del Tesoro. Il mercato l’ha etichettata subito come “debole”, “modesta”, “mediocre”, “tiepida” perché i rendimenti dei BTp a tre e dieci anni in offerta sono saliti di 55-54 centesimi rispetto al mese precedente e perché il Mef non ha raggiunto l’importo massimo prefissato di 7 miliardi fermandosi a quota 6,837 miliardi.

Per i traders il fatto che i prezzi assegnati in asta abbiano ceduto pesantemente subito dopo il collocamento sul mercato secondario è stato interpretato come un ulteriore, grave elemento negativo. Eppure, tenuto conto del contesto e cioè della pessima reazione del mercato al pacchetto di misure concordato nel week-end da Ecofin, Eurogruppo, Fmi e Commissione europea per il salvataggio dell’Irlanda e per il nuovo meccanismo permanente di stabilità (il nuovo EFSF), le tre maxi-aste italiane sono andate al meglio di quanto fosse realisticamente consentito.

Quindi è un “benino” che, collocato nel contesto di una giornata drammatica per tutti i titoli di stato dell’eurozona periferica, va letto come “benone”. Un “sei meno meno” sul compito in classe nel giorno in cui tutti prendono un’insufficienza.

5 x 1000