“Un popolo in fuga dai Taliban sul fronte di guerra del Pakistan”. Guido Rampoldi su Repubblica

Pubblicato il 11 maggio 2009 15:12 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2009 15:12

Cosa accade nella guerra cruciale per il Pakistan – e per gli equilibri in quell’esplosiva zona del mondo – che l’esercito di Islamabad sta combattendo contro i guerriglieri talebani a nord ovest del Paese? Ce lo racconta Guido Rampoldi in un reportage su Repubblica che Blitz vi propone come articolo del giorno.

Arrivano dentro furgoncini stipati oltre il verosimile, le donne inscatolate nel cassone, gli uomini pencolanti all’esterno, i bambini sul tettuccio insieme a bagagli, a qualche provvista, al ragazzino poliomielitico legato sulla sua carrozzella. Duecentomila profughi, finora l’unico risultato visibile della guerra che oppone l’esercito e i Taliban nella verde vallata dello Swat, a nord di Peshawar. Chi non ha parenti in grado di ospitarlo si affaccia nel campo di raccolta di Mardan, una polverosa città agricola all’imboccatura dello Swat. Alveari, campi di canna da zucchero, mandrie di bufali a mollo fino alla gola dentro pozze fangose; e adesso l’andirivieni disordinato degli sfollati. Quelli che incontro tra le duemila tende dell’Alto commissariato per i rifugiati sono convinti che la situazione sia tragica ma non seria. Tutto questo è teatro, mi dicono. L’esercito finge, come sempre. Vuole compiacere gli americani, non liberarci dei Taliban. Vuole convincere, non vincere. […]