Business profughi. 2,50 euro di diaria. 50 ai privati: coop e non solo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2014 14:09 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2014 14:09
Business profughi. 2,50 euro di diaria. 50 ai privati: coop e non solo

Business profughi. 2,50 euro di diaria. 50 ai privati: coop e non solo

ROMA – Business profughi. 2,50 euro di diaria. 50 ai privati: coop e non solo. E’ chiaro perché ora facciano scuola le dichiarazioni dei vertici della cosiddetta Mafia Capitale sulla gestione dell’emergenza profughi: “Tu sai quanto ci guadagno sugli immigrati? C’hai idea? Il traffico di droga rende meno”, calcola Salvatore Buzzi a capo della Coop romana centrale nel circuito affaristico della presunta holding criminale guidata dall’ex Nar Massimo Carminati.

La mafia a Roma, cooperative di sinistra che speculano sugli immigrati, rossi e neri estremisti di destra in affari, tanto basta per un nuovo romanzo criminale a puntate per qualche settimana sui quotidiani.

Tuttavia, la gestione capillare sul territorio dell’accoglienza di profughi e minori senza famiglia, a parte che è un obbligo sancito dai trattati internazionali, è un costo ingente a carico del Ministero dell’Interno che deve decidere assegnazioni e appalti molto appetibili non solo in contesti dominati da logiche criminali.

Bastano due conti: la munifica diaria giornaliera consegnata a ogni immigrato vale 2 euro e 50 (giusto per il biglietto dell’autobus). Alle strutture private vanno mediamente 50 euro al giorno per immigrato, cifra che praticamente raddoppia se è minore.

Ci si può affidare ai dati del Viminale: a fine novembre c’erano circa 65.500 persone ospiti delle strutture (34.700 in quelle temporanee, 9.800 nei Cara e 21mila negli Sprar). L’andamento del 2014 è stato più o meno omogeneo: una media mensile di 60mila presenze (30mila nelle temporanei, 10mila circa nei Cara e 20mila negli Sprar) non si discosta eccessivamente dalla realtà.

Moltiplicando per i 35 e per i 50 euro al giorno (per i Cara) per ciascuno per 11 mesi si ottiene una cifra di tutto rispetto: 752,5 milioni di euro. Se dicembre mostrerà un andamento analogo, si dovrebbero spendere altri 68,4 milioni portando il totale annuo a 820 milioni di euro circa. (Gian Maria De Francesco, Il Giornale)

Il problema non è solo Buzzi (la sua è una cooperativa media, 50 milioni di fatturato annuo sui 50 miliardi delle cooperative nel Lazio). Giorgio Gandola su L’Eco di Bergamo fornisce un esempio illuminante, il caso di 29 “disperati” di Pakistan e Maghreb in fuga dalla guerra e provvisoriamente parcheggiati in un  agriturismo del Mugello.

Ci si può affidare ai dati del Viminale: a fine novembre c’erano circa 65.500 persone ospiti delle strutture (34.700 in quelle temporanee, 9.800 nei Cara e 21mila negli Sprar). L’andamento del 2014 è stato più o meno omogeneo: una media mensile di 60mila presenze (30mila nelle temporanei, 10mila circa nei Cara e 20mila negli Sprar) non si discosta eccessivamente dalla realtà.

Moltiplicando per i 35 e per i 50 euro al giorno (per i Cara) per ciascuno per 11 mesi si ottiene una cifra di tutto rispetto: 752,5 milioni di euro. Se dicembre mostrerà un andamento analogo, si dovrebbero spendere altri 68,4 milioni portando il totale annuo a 820 milioni di euro circa. (Giorgio Gandola, L’Eco di Bergamo)