Juventus, Andrea Agnelli e la vera eredità del padre: il carattere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2015 7:15 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2015 8:18
Andrea Agnelli (foto Lapresse)

Andrea Agnelli (foto Lapresse)

TORINO – Andrea Agnelli ha dimostrato che buon sangue non mente. Come il padre, Umberto Agenlli, uno degli uomini che più hanno contribuito a rimettere in carreggiata l’Italia negli anni del terrorismo,

Andrea Agnelli ha dimostrato di “avere le palle” nella guida della sua Juventus sulla strada dello scudetto. Come ha scritto Gianluca Odenino sulla Stampa di Torino (e degli Agnelli), Andrea Agnelli ha tenuto dentro per oltre nove mesi il ricordo di quel giorno di luglio, quando Antonio Conte lasciò la guida della Juventus e Andrea Agnelli scelse Massimiliano Allegri per sostituirlo:

“Quel ricordo l’ha tenuto con sé, per oltre nove mesi, aspettando il momento giusto per tirarlo fuori. Quel momento è stato pochi minuti dopo la matematica certezza di un poker tricolore che proietta lui e i bianconeri in una dimensione storica.
“Andrea Agnelli ha preso il suo iPhone e si è gustato la dolce rivincita: «Prendere in mano la squadra il 15 luglio e riportarla alla vittoria, è per fare questo che ci vogliono le palle! Grazie Max, #finoallafine».

La gioia va di pari passo con la rabbia accumulata quando lui, Marotta e Allegri vennero colpiti da insulti, sputi e uova a Vinovo per l’addio di Conte e la scelta di ingaggiare l’ex rivale milanista. Agnelli non ha mai dimenticato la protesta violenta e sguaiata di quei tifosi che adesso, magari, stanno festeggiando l’ennesimo tricolore e vedono la loro squadra in semifinale di Champions contro il Real. E un pensiero il presidente bianconero ’vrà rivolto anche ad Antonio Conte, che lasciò la Juve all’improvviso nel secondo giorno di ritiro perché forse non credeva di poter ottenere più nulla dalla squadra bianconera”.