Matteo Renzi. Donne pasdaran: Deborah Serracchiani mette in imbarazzo il Pd

Pubblicato il 24 gennaio 2014 8:21 | Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2014 13:21
Matteo Renzi. Donne pasdaran: Serracchiani, Bonafé, Di Giorgio le ante marcia

Deborah Serracchiani. A lei è toccato l’attacco a Zanonato

Alla corte di Matteo Renzi prosperano le donne pasdaran.  È la volta di Deborah Serracchiani, che segue a ruota Simona Bonafé e Rosa Maria Di Giorgio, che l’hanno preceduta a buon diritto nell’albo d’oro.

A lei è toccato di chiedere le dimissioni di Flavio Zanonato da ministro dello Sviluppo.  Non che Zanonato non meriti di essere mandato a casa. In quasi un anno al Governo, non ha fatto praticamente nulla se non produrre qualche titolo di assolute banalità su questo o quel giornale.

L’uscita della Serracchiani ha messo in imbarazzo un po’ anche il Pd. Mai si era visto uno scontro istituzionale a questo livello, un presidente di Regione chiedere le dimissioni di un ministro appartenente allo stesso partito.

Se ne sono resi conto e Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria del Pd, ha dovuto dare una spiegazione un po’ improbabile:

“E’ solo un caso regionale tra un presidente di Regione e un ministro”.

Deborah Serracchiani segue a ruota Simona Bonafé e Rosa Maria Di Giorgio.

Simona Bonafé aveva sbarellato quando qualcuno si era permesso di criticare il sistema elettorale che Denis Verdini, Gran Maestro di Forza Italia, aveva imposto a Matteo Renzi per conto di Berlusconi.

Rosa Maria Di Giorgio, senatrice di Firenze, ultra renziana, aveva randellato Gianni Cuperlo, reo di lesa maestà.