Copyright, via libera del Parlamento europeo alla nuova direttiva

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2018 14:44 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2018 16:37
Copyright, via libera del Parlamento europeo alla nuova direttiva

Copyright, via libera del Parlamento europeo alla nuova direttiva (Foto Ansa)

STRASBURGO  – Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta di direttiva sui diritti d’autore nel mercato unico digitale. La proposta sul copyright è stata adottata con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni. Gli eurodeputati hanno approvato alcune modifiche proposte dal relatore Axel Voss agli articoli 11 e 13 della proposta di direttiva sul copyright, che erano stati contestati in una campagna a favore della libertà di internet. In particolare la riforma è stata accusata di penalizzare i piccoli gruppi editoriali. Il via libera della plenaria apre ora la strada ai negoziati con il Consiglio.

Secondo il testo adottato dall’Europarlamento, i giganti del web dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti, mentre le piccole e micro piattaforme saranno escluse dal campo di applicazione della direttiva. Gli hyperlink “accompagnati da singole parole” si potranno condividere liberamente e ai giornalisti andrà una quota della remunerazione ottenuta dalla loro casa editrice.

Il testo approvato ha subìto alcune modifiche rispetto alla proposta della Commissione affari giuridici bocciata a giugno. Secondo l’Europarlamento molte delle modifiche apportate dall’assemblea alla proposta originaria della Commissione europea “mirano a garantire che i creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti, siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News”. 

La posizione del Parlamento “rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d’autore. Questo vale anche per i cosiddetti snippet, dove viene visualizzata solo una piccola parte del testo di un editore di notizie.

In pratica, tale responsabilità imporrebbe a tali soggetti di remunerare chi detiene i diritti sul materiale, protetto da copyright, che mettono a disposizione. Il testo richiede inoltre espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità.

Nel tentativo di incoraggiare le start-up e l’innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web, aggiunge l’ufficio stampa del Parlamento europeo. I deputati hanno introdotto nuove disposizioni che hanno lo scopo di non ostacolare ingiustamente la libertà di espressione che caratterizza Internet. Pertanto, la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) agli articoli, insieme a “parole individuali” come descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright.

Il testo specifica inoltre che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright.

Il testo del Parlamento rafforza infine la posizione negoziale di autori e artisti consentendo loro di “esigere” una remunerazione supplementare da chi sfrutta le loro opere, nel caso il compenso corrisposto originariamente è considerato “sproporzionatamente” basso rispetto ai benefici che ne derivano.

Sulla base della nuova direttiva, gli editori potranno concludere accordi di licenza con gli aggregatori di notizie come Google News o Google Feed per vedersi accordata una “ricompensa”.

Critiche alla direttiva dal M5s: “Una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini”, dice l’eurodeputata M5s Isabella Adinolfi commentando l’ok alla riforma del copyright: “Il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Il testo approvato oggi dall’aula di Strasburgo contiene l’odiosa link tax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. È vergognoso. Ha vinto il partito del bavaglio”.

Esultano invece il Pd e Forza Italia. Per il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, “la direttiva sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i cittadini. Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale”.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev