Giulio Regeni, i genitori in Parlamento: “Fuffa da Alfano, l’ambasciatore italiano non risponde, gli egiziani ci spiano…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Febbraio 2020 13:14 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2020 13:25
Giulio Regeni, i genitori in Parlamento: "Fuffa da Alfano, l'ambasciatore italiano non risponde, gli egiziani ci spiano..."

I genitori di Giulio Regeni (ansa)

ROMA – C’era attesa per l’audizione dei genitori di Giulio Regeni davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uccisione in Egitto del giovane ricercatore friulano. Supportati dai legali, mamma e papà Regeni non hanno abbandonato la battaglia per scoprire la verità sulla morte del figlio. E, uno per uno, accusano politici e istituzioni dormienti o passive. In quella che si è trasformata, sempre con la dignità e la misura che li contraddistinguono, in una vera e propria requisitoria nei confronti del muro di gomma alzato dall’Egitto e da una imperscrutabile ragion di Stato. 

L’ambasciatore italiano Cantini non si degna di rispondergli ormai da tempo. Dall’allora ministro dell’Interno Alfano hanno ricevuto solo “fuffa velenosa”, mentre vorrebbero conoscere la natura dei rapporti con l’Egitto e il suo studio legale ora che fa l’avvocato. Dalla stessa ambasciata italiana ricevettero la notizia della morte ma nulla fu detto loro sulle torture subite da Giulio, apprese solo leggendo i giornali. La professoressa di Cambridge che inviò Giulio al Cairo anche ai funerali si mostrò quasi indispettita. Atteggiamento di freddezza quasi speculare a quello degli egiziani che continuano a spiarli senza nascondersi e anzi quasi irridendoli. 

Da Alfano “fuffa velenosa”. “Che rapporti ha con l’Egitto ora?”

Una “fuffa velenosa”. Questo il commento di Paola Deffendi, mamma di Giulio Regeni, alle motivazioni date dall’allora ministro degli Esteri, Angelino Alfano, sul nuovo invio al Cairo dell’ambasciatore italiano. La donna, nel corso del suo intervento alla commissione parlamentare d’inchiesta, ha aggiunto: “Chiedo che rapporti ha ora Alfano, che ora fa l’avvocato, col suo studio legale con l’Egitto”.

“Roberto Fico il primo che ha voluto capire la storia di Giulio”

“Abbiamo collaborato con quattro governi e con diverse persone. Abbiamo incontrato Renzi, l’allora ministro degli esteri Gentiloni poi divenuto premier. Poi Conte nel governo ‘Conte 1’ e nel governo ‘Conte 2’. Poi il ministro degli Esteri Di Maio e ancora prima l’allora ministro degli Esteri Moavero. Abbiamo incontrato anche il ministro degli Interni Alfano. Queste sono le persone che ci sono state vicine”, ha dichiarato Paola Deffendi. “Roberto Fico (presidente della Camera, ndr) rispetto alle altre situazioni è stato il primo che si è proposto di chiamarci per capire bene la storia”, ha aggiunto.

“Renzi ci incontrò il 9 marzo e ci chiese di non andare con il nostro legale, quel giorno l’emotività ci fece fare questa scelta che oggi non rifarei. Ci disse di avere fiducia. Che avevamo avuto la migliore procura italiana e che grazie al governo era partita la migliore squadra possibile (Ros e Sco ndr.)”.

“Sempre spiati dagli egiziani in Italia, intimiditi in Egitto”

“Siamo spiati anche in Italia, costantemente. I nostri consulenti in Egitto vengono intimiditi. Se andiamo ai convegni come ieri sera c’è sempre qualche egiziano che fotografa. Il giorno della presentazione del docufilm su Giulio c’erano dei funzionari che ridevano impunemente”. Lo ha detto Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni. (fonte Ansa, Parlamento e  Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)