M5s, omofobia: bacio tra deputati contro il “ddl farsa” (video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 21:47 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 21:47
Omofobia, protesta M5s in Aula

Omofobia, protesta M5s in Aula (foto Ansa)

ROMA – Baci in aula e uno striscione: “Più diritti e baci tra i deputati dello stesso sesso”. E’ la protesta messa in atto dal Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati mentre si discuteva il ddl sull’omofobia, poi approvato con 228 sì e la spaccatura tra Pd, favorevole al decreto, e Pdl, contrario.

Un bacio in bocca, per protestare contro chi vuole “immolare i diritti sull’altare dell’inciucio”. E’ l’originale iniziativa del M5S alla Camera. Dopo aver annunciato l’astensione sulla “legge farsa” sull’omofobia, i deputati M5S si alzano in piedi, si girano verso il compagno di banco e si baciano. Donne con donne, uomini con uomini. Alcuni, si abbracciano. Altri alzano cartelli, che il presidente di turno Roberto Giachetti fa ritirare.

“Onorevole Nuti, se ha finito di baciare il collega, faccia ritirare quei cartelli”, sollecita Roberto Giachetti, che presiede l’Aula. Si sta per votare la legge sull’omofobia. E il M5S, non soddisfatto del testo, parte all’attacco del Pd (“Cosa resta della vostra credibilità? Avete ceduto con arrendevolezza a una logica al ribasso, vi siete autocongelati”). Poi, Silvia Giordano, che è incaricata della dichiarazione di voto di astensione, dà il la alla protesta dicendo: “Un bacio e un abbraccio non possono fare male a nessuno”.

A quel punto, i deputati grillini, che indossano un fiore rosa per citare i colleghi del Parlamento inglese che hanno approvato i matrimoni gay, si alzano in piedi. E, per libera scelta, alcuni di loro si baciano in bocca, altri sulla guancia, altri ancora si limitano a un abbraccio. E qualcuno è incaricato di mostrare cartelli con la scritta: “Diritto violato sull’altare dell’inciucio” e “Chi siete voi per giudicare?”.

Dalla tribuna, osservano la scena i deputati M5S che stanno scontando una sospensione per essere saliti per protesta, qualche settimana fa, sul tetto della Camera.