‘Harry Potter e i doni della morte’: scenari gotici e cupi per i protagonisti non più bambini

Pubblicato il 17 Novembre 2010 14:16 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 14:16

La prima mondiale dell’ultimo film del maghetto di Hogwarts si è svolta lo scorso 11 novembre, mentre i fan italiani dovranno aspettare il 19 novembre per vedere finalmente “Harry Potter e i doni della morte – Parte 1”. Le recensioni al film tanto atteso, che è ispirato all’ultimo libro della saga ideata da J.K. Rowling, non sono tutte entusiaste.

All’emozione dei fan adolescenti, che sono cresciuti leggendo le avventure di Harry e poi rivivendole nel cinema con i suoi film, si è contrapposta quella dei non fan del libro, che lo hanno trovato lento e inconcludente: il film, la cui parte 2 uscirà nelle sale il prossimo luglio, è stato diretto dal regista David Yates, che ha scelto di assecondare  le aspettative del pubblico di adolescenti, che nel film desiderano rivedere tutti i passaggi del libro.

Difficile è per i non adolescenti comprendere la scelta del regista, che realizza un film dai toni cupi e gotici, decisamente non per bambini, in cui il maghetto si prepara ad affrontare il malvagio Voldemort, in uno scenario dove l’ambiente protettivo della scuola di Hogwarts è distrutto ed i giovani protagonisti sono proiettati nel mondo reale, nella quotidianità dove tra Mangiamorte, Ghermidori e persone indesiderate a dettare legge è il Regno del Male, e l’ingenuità dell’adolescenza rende tale mondo ancor più pericoloso.

Il film dunque prepara al capitolo finale, in cui Harry e Voldemort si scontreranno, e lo fa con toni lenti e dilatati, soffermandosi sul delicato passaggio dei tre protagonisti dalla fanciullezza all’adolescenza, che tra le mille difficoltà del vivere in un mondo instabile e in guerra, contrappone la forza di quelle passioni che li portano a divenire adulti. Insomma i libri della saga della Rowling, assieme al film di Yates, affrontano il delicato tema della crescita, sfociando in un romanzo di formazione, a cui va sicuramente il merito di aver avvicinato molti ragazzi non solo ad una storia densa di valori e significati, ma anche alla lettura.

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