Bici uccide più che auto: il sorpasso in Olanda

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 2 maggio 2019 12:07 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2019 12:07
Bici ormai uccide più che auto: il sorpasso in Olanda

Bici uccide più che auto: il sorpasso in Olanda (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Bici, spostarsi in bici, andare in bici a lavorare, usare la bici per muoversi in città…Bici è diventata quasi sinonimo di scelta ecologica e salutista: niente emissioni di motori a scoppio e attività muscolare tonificante. Insomma, in bici è meglio secondo il socialmente corretto. Anche da noi, anche in Italia bici e il suo uso gode di ottima stampa, reputazione e propaganda. E rilevante, formale, consenso. Bella e buona la bici…poi la maggiore parte di noi usa l’auto praticamente sempre, al massimo il motorino.

In Olanda invece di bici fanno sul serio: nelle città olandesi è il mezzo davvero più usato. Davvero e non a chiacchiere gli olandesi vanno in bici. Con la piccola complicità dell’orografia (niente montagne e colline e neanche colli cittadini, si pedala quasi sempre in orizzontale) e con il sostanziale aiuto di una cultura che privilegia comportamenti socialmente utili o almeno ritenuti tali.

Però proprio in Olanda patria elettiva della bici è ufficialmente avvenuto il sorpasso. Sorpasso dei morti in strada su una bici rispetto ai mori in strada in automobile. In incidenti stradali in Olanda le statistiche ufficiali dicono che si muore più di bici che di auto. Certo, conta e non poco l’alto numero di olandesi che appunto vanno in bici. Conta nel definire la cifra assoluta di vittime di incidenti stradali con la bici.

Ma è la natura e la tipologia di questi incidenti e morti a dire qualcosa di più, qualcosa di in fondo ovvio ma di sottaciuto nella corale promozione della bici. Quel qualcosa è che la bici non è per tutti. Non per tutti almeno le contemporanee e-bike, le bici che vanno veloci. Quando in strada si verifica la combinazione e al somma tra una e-bike con sopra in sella un signore attempato, allora le probabilità di un incidente crescono, eccome se crescono. Metti un signore dai 65 in su  a cavallo di due ruote che vanno con facilità anche a 40/50 l’ora e avrai un signore o una signora che spesso non domina del tutto il mezzo, questione di riflessi e agilità.

Si offenderanno e inalbereranno le legioni di 60/70enni che ad esempio a Roma di motorino ci vivono, smentiranno con fastidio i settantenni di tutta Italia asserendo che loro in bici sono svegli e prudenti, altro che ragazzotti e ragazzotte…Ma dall’Olanda i numeri sono impietosi e per nulla comprensivi delle orgogliose auto percezioni della terza età: sulle e-bike gli anziani sono più degli altri pericolosi per se stessi e per gli altri.

Dici che qui da noi pericolo per se e per gli altri una volta in bici anche la signora che si sente in diritto di andare contro mano perché in bici “è natura”? E anche pericoloso qui da noi è in bici il ragazzo o la ragazza che in bici prendono possesso del marciapiede trasformandolo in corsia ciclabile sì ma non più pedonabile? Certo che sì, ma in bici contro mano, sul marciapiede, a 40 all’ora, a cavallo di una e-bike e con alla vista e ai polsi e ai muscoli gli acciacchi dei 70 anni di più pericolo non c’è. Lo attesta l’Olanda. Però da noi potremmo fare di diverso e di meglio, potremmo aggiungere: smartphone alla mano mentre si è in bici. In questa specialità, la combinata smartphone-bici e quindi ospedale o peggio, abbiamo ottime predisposizione naturale e quindi massiccia probabilità di diventare campioni del mondo.