Charlie Hebdo, Jyllands-Posten ha paura: giornale danese ironizzò su Maometto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2015 8:44 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2015 8:44
Charlie Hebdo, Jyllands-Posten ha paura: giornale danese ironizzò su Maometto

Charlie Hebdo, Jyllands-Posten ha paura: giornale danese ironizzò su Maometto

ROMA – La paura di un nuovo attacco terroristico islamico dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo è alta, soprattutto per il giornale danese Jyllands-Posten. Un giornale che per primo pubblico vignette satiriche su Maometto firmate da Kurt Westergaard, vignette che poi furono riprese anche da Charlie Hebdo. Ora nella redazione del Jyllands-Posten, per anni vittima di minacce per la sua satira proprio come la rivista francese, regna la massima allerta e il timore di un attacco.

Monica Perosino su La Stampa scrive:

“Il giornale danese ha una lunga storia di amicizia con la rivista satirica francese. Nel 2005 sullo «Jyllands-Posten» compaiono 12 caricature su Maometto firmate da Kurt Westergaard. Uno dei disegni, che ritrae il profeta con un bomba sopra il turbante, fa infuriare le ali islamiche più estremiste provocando un’escalation di violenze, con assalti alle ambasciate, boicottaggi e almeno cento morti, nonché il tentato assassinio di Westergaard”.

Poi nel 2006 Charlie Hebdo ha ristampato le 12 vignette danesi:

“Da allora i due giornali, ormai visti come nemici giurati dagli integralisti, si tendono la mano tra messaggi di solidarietà reciproci, redazioni blindate e giornalisti sotto scorta. Nel novembre 2011, quando la rivista francese subisce un attacco incendiario, il primo messaggio è dello «Jyllands-Posten»: «Sappiamo cosa vuol dire lavorare sotto minaccia. E sappiamo altrettanto bene che è fondamentale che nessuno si senta solo in una situazione del genere»”.

Per questo motivo il giornale danese non ha risposto con un semplice messaggio di solidarietà:

“Lo «Jyllands-Posten» ha risposto all’attacco di Parigi con il lavoro. Il caposervizio Esteri dello Jyllands-Posten dice poche parole: «Sono sconvolto, ma non sorpreso». La redazione è presidiata dalla polizia dal 2006, e due giornalisti sono nella lista dei ricercati «vivi o morti» di Al Qaeda. Il telefono del direttore Jørn Mikkelsen squilla a vuoto un’infinità di volte prima di dare libero. «La sorveglianza e la sicurezza dentro e attorno alle nostri sedi di Copenhagen e Viby sono state aumentate. Stiamo monitorando la situazione». È il testo della mail che la direzione ha mandato a tutti i dipendenti pochi minuti dopo l’attacco. Un’altra mail informava che era stato predisposto un servizio di supporto psicologico”.