Francia, quindici anni alla donna che ha ucciso sei dei suoi suoi figli appena nati

Pubblicato il 19 Marzo 2010 14:36 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 14:36

Celine Lasange, alla lettura della sentenza che l’ha condannata a 15 anni di carcere per avere ucciso sei dei suoi sette figli, appena nati, è rimasta impassibile. Poco prima che la Corte emettesse il verdetto di uno dei processi più sconvolgenti in Francia negli ultimi decenni, aveva mormorato : ” Ho orrore di me stessa, al punto che non voglio vedere il mio viso.” Era cosciente, fredda ma devastata dai crimini che ha confessato e che si sono compiuti tra il 2000 e il 2007 nella sua piccola casa nel dipartimento de La Manche.

La Lasange ha strangolato o soffocato i suoi neonati, subito dopo averli partoriti al termine di gravidanze che era riuscita a nascondere a tutta la famiglia e in particolare al suo compagno. Ne ha avuti due. Il secondo, Luc Margherite, ha scoperto per primo i crimini che la donna compiva, dopo avere trovato il corpicino di un neonato nel sacco della spazzatura. Era l’ottobre del 2007. Ad uno ad uno sono venuti fuori i precedenti infanticidi, sei in tutto. ” Sono colpevole ” – ha sempre ammesso la sciagurata senza dare un perchè ai suoi gesti terribili. Il processo si è svolto intorno al fatto se i neonati fossero stati realmente uccisi dalla madre o se, almeno alcuni di essi, erano nati morti. Cambiava poco di fronte all’enormità di una tragedia famigliare così segreta e così apparentemente inspiegabile. Il Pm aveva chiesto sedici anni di carcere sostenendo, rivolto all’imputata: “Avete commesso crimini mostruosi, ma non siete un mostro.”

Il primo compagno della Lasange, Pascal Catherine, con il quale lei ha vissuto quattordici anni, avendone un figlio, che ora ha 13 anni, l’unico superstite delle sue sette gravidanze, non ha assistito al verdetto. Anche quella gravidanza era stata dissimulata, ma il piccolo era stato risparmiato. Ora le parti processuali hanno quindici giorni per frapporre appello, ma non sembrano averne l’intenzione.