Germania, i Reimann doneranno 10 milioni di euro in beneficenza dopo aver scoperto il passato nazista

di Caterina Galloni
Pubblicato il 26 marzo 2019 7:43 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2019 0:56
Germania Reimann

Germania, i Reimann doneranno 10 milioni di euro in beneficenza dopo aver scoperto il passato nazista

ROMA – La famiglia Reimann, una delle più ricche della Germania, donerà dieci milioni di euro in beneficenza dopo aver appreso dell’entusiastico sostegno del nonno e del padre ad Adolf Hitler e dell’utilizzo di lavoratori forzati durante la seconda guerra mondiale. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild, per accumulare il loro patrimonio Albert Reimann Sr e Albert Reimann Jr avrebbero utilizzato civili russi e prigionieri di guerra francesi.

Peter Harf, portavoce della famiglia Reimann e socio della Jab Holding Company di Reimann, che detiene una partecipazione di controllo in Krispy Kreme Donuts e Pret a Manger, ha riferito che recenti ricerche hanno confermato quanto è emerso dalla documentazione. “E’ corretto. Reimann sr e jr erano colpevoli e sarebbero dovuti andare in prigione”, ha detto Harf a Bild. Padre e figlio, morti rispettivamente nel 1954 e nel 1984, non parlavano del periodo nazista e la famiglia pensava che i rapporti tra l’azienda e i nazisti fossero stati rivelati in una relazione del 1978. Ma dopo aver letto i documenti custoditi dalla famiglia, i più giovani dei Reimann hanno iniziato a porsi delle domande e nel 2014 incaricato uno storico dell’Università di Monaco di esaminare la storia di Reimann in modo più approfondito. L’esperto ha presentato le scoperte preliminari ai figli e ai nipoti di Reimann, così come ad Hanf, e la loro reazione ai crimini è stata di “disgusto”, “ci siamo vergognati, non si può sorvolare”.  

Oltre a Krispy Kreme Donuts e Pret a Manger, la JAB Holding Company, con sede in Lussemburgo, ha partecipazioni di controllo in Keurig Green Mountain, Peet’s Coffee & Tea, Caribou Coffee Co., Panera Bread e altre aziende. Molte aziende tedesche hanno ammesso l’utilizzo di lavoratori forzati nel periodo nazista e condotto indagini indipendenti. Nel 2000, il governo tedesco ha approvato un fondo di 10 miliardi di dollari (circa 5,1 miliardi di euro) per fornire un risarcimento, con metà del denaro proveniente da aziende come Bayer, Siemens, Deutsche Bank, Daimler-Benz, Volkswagen e AEG. Anche prima che i nazisti salissero al potere, i Reimann avrebbero fatto delle donazioni ai paramilitari SS. Durante la seconda guerra mondiale, la società aveva utilizzato i lavoratori forzati nell’azienda di prodotti chimici industriali. Non è chiaro quanti in totale siano stati i lavoratori ma sembra che 1943 ce ne fossero 175, circa il 30% della forza lavoro dell’azienda.

Oltre ai civili russi e di altri paesi dell’Europa dell’Est, la compagnia ha utilizzato prigionieri di guerra francesi, di cui nel 1940 Reimann Jr. si era peraltro lamentato in una lettera scritta al sindaco di Ludwigshafen poiché non lavoravano sodo. Dopo la guerra, padre e figlio furono indagati dalle forze alleate occupanti e inizialmente i francesi vietarono di continuare le loro attività commerciali, ma poi la decisione fu ribaltata dagli americani. Harf ha riferito che la famiglia Reimann donerà dieci milioni di euro a un ente di beneficenza e una volta che il report dello storico sarà concluso, verrà diffuso pubblicamente. (fonte: Daily Mail)