Grecia. Ancora poche ore di negoziati per definire accordo per Eurogruppo sabato

Pubblicato il 26 Giugno 2015 9:56 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2015 9:56
Una riunione dell'Eurogruppo

Una riunione dell’Eurogruppo

BELGIO, BRUXELLES – Ancora poche ore di negoziati, per definire un accordo da sottoporre a una nuova riunione dell’Eurogruppo sabato. Prendono tempo le istituzioni creditrici, Fmi, Bce e Ue, e la Grecia, anche se tempo non ce n’è. Il 30, infatti, cioè martedì prossimo, scadono i termini per un nuovo pagamento da 1,6 miliardi di euro al Fondo monetario e in mancanza di un accordo scatterà il default.

Per due giorni le parti sono state a negoziare febbrilmente. Hanno iniziato mercoledi pomeriggio, con l’obiettivo di portare un risultato all’Eurogruppo (la riunione dei ministri delle Finanze dell’area euro) di giovedi sera. Niente da fare, allora ci hanno riprovato nella notte.

Ma ancora nulla, così hanno sospeso per qualche ora di sonno e ripreso giovedi mattina. Poi ancora un Eurogruppo, che si è concluso dopo meno di tre ore con un nulla di fatto. Inizialmente con una sospensione, per poi arrendersi all’evidenza: le parti erano troppo distanti.

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Risultato: la crisi ha fatto irruzione al Consiglio Europeo (tavolo intorno al quale si incontrano i capi di Stato e di governo), dove il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem – anche se la questione non era ufficialmente in agenda – è stato ospite per una dettagliata relazione sulla situazione. Ne ha fatto le spese il tema dell’immigrazione che, da primo argomento in programma nel pomeriggio, è slittato alla cena.

“Crisi scaccia crisi? Non credo”, aveva detto il premier italiano Matteo Renzi arrivando al vertice. Invece è andata proprio così.Sui motivi che hanno portato al fallimento del negoziato con la Grecia ognuno ha la sua versione. Fonti della Bce parlano di un Paese ellenico decisamente isolato, senza l’appoggio di nessuno, e di un ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, nella parte del falco, che attacca il piano proposto dalle istituzioni creditrici come troppo accondiscendente nei confronti di Atene, sfidando persino la posizione della stessa cancelliera Angela Merkel.

Diversa la versione, ovviamente, del titolare delle finanze greco, Yanis Varoufakis, secondo il quale più di un Paese all’Eurogruppo avrebbe espresso riserve sulle richieste di Fmi, Bce e Ue. E se il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, parla di “sostanziali concessioni” ad Atene, e si dice “sicuro che si troverà un compromesso per la fine del mese, ma la Grecia deve fare un passo avanti”.

Fonti diplomatiche italiane individuano nel testo delle istituzioni una “concreta dimostrazione della volontà dei creditori di andare incontro alle difficoltà greche”. Il problema, spiegano, non è sui numeri, che sono vicini, quanto piuttosto sul fatto che non è chiaro se Atene riuscirà a garantire i risultati che promette. Il Fmi pretende, tra le altre cose, un allungamento dell’età pensionabile mentre l’esecutivo Tsipras assicura che basterà un aumento delle imposte.

Sembra invece aver trovato una soluzione la questione dell’immigrazione. Saranno distribuiti in tutta Europa (nell’arco di due anni) 40 mila richiedenti asilo (quelli sbarcati in Italia e Grecia). Poi i Paesi europei potranno decidere (volontariamente) di dare rifugio ad altre 20mila persone che si trovano nei campi profughi in Africa. La questione delle quote migranti, che ha fatto litigare l’Unione Europea, sembra quindi aver trovato una conclusione. Anche se si è trattata di una battaglia istituzionale perchè Paesi dell’est e baltici non ne volevano sapere.