Grenfell Tower, non solo incuria: un rapporto getta ombre sulle “mancanze” dei pompieri

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2019 20:23 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2019 20:23
Grenfell Tower, non solo incuria: un rapporto getta ombre sulle "mancanze" dei pompieri

La Grenfell Tower devastata dall’incendio (Foto Ansa)

LONDRA – Non soltanto l’incuria e la scarsa manutenzione, ma anche le “gravi manchevolezze” dei vigili del fuoco controbuirono al disastro della Grenfell Tower, il maxi incendio del 2017 che devastò il grattacielo popolare di 24 piani a Londra e nel quale morirono 72 persone, inclusi i giovani architetti veneti Gloria Trevisan e Marco Gottardi. Lo rivela il primo rapporto stilato da una commissione indipendente presieduta dal magistrato in pensione Sir Martin Moore-Bick. 

Il testo, un migliaio di pagine, è stato anticipato dalle indiscrezioni di stampa inglesi, ventiquattro ore prima la sua pubblicazione. Tra le cause la commissione individua, non solo le norme sulla sicurezza carenti o le colpe di amministratori e politici, non solo i pannelli infiammabili di poco prezzo collocati sulla facciata ma anche ombre sui pompieri inglesi. Nel rapporto si riconosce “il coraggio” del corpo che intervenne a domare le fiamme. Ma si sottolineano, fra l’altro, le lentezze nella risposta del numero d’emergenza 999, gli errori e le decisioni discutibili prese durante l’operazione, la fatale indicazione “stay put”, ossia rimanete barricati negli appartamenti, rivelatasi micidiale specialmente per alcuni inquilini dei piani alti (come la coppia di architetti italiani), o l’insufficiente addestramento mostrato per una situazione così estrema.

Tutti fattori che si ritiene abbiano portato a rendere quanto meno più drammatico il bilancio dei morti. Commentando le anticipazioni dei media, accusati apertamente di “insensibilità”, Moore-Bick ha tenuto a precisare che le contestazioni, accolte non senza offesa da alti funzionari dei vigili del fuoco e semplici agenti, vanno pur sempre filtrate attraverso la consapevolezza delle “condizioni terrificanti affrontate da chi dovette entrare nell’edificio” in fiamme quella drammatica notte del 14 giugno 2017.

Il magistrato ha poi confermato che a innescare l’incendio, come da tempo ormai noto, fu un guasto elettrico al freezer in un appartamento al quarto piano. Guasto tecnico, ha puntualizzato Sir Martin, avvenuto “senz’alcuna colpa” dell’inquilino di quell’abitazione, “ingiustamente accusato” all’inizio in alcune ricostruzioni. 

Fonte: Ansa