Maestra licenziata da scuola ebraica ortodossa perché conviveva perde in appello: “Non è discriminazione”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2019 7:28 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2019 19:48
Maestra licenziata da scuola ebraica ortodossa perché conviveva perde in appello: "Non è discriminazione"

Maestra licenziata da scuola ebraica ortodossa perché conviveva perde in appello: “Non è discriminazione”

LONDRA – Zelda De Groen, licenziata dalla scuola materna ebraica ortodossa perché conviveva con il fidanzato, ha perso in appello contro il Gan Menachem di Heldon, a nord di Londra. De Groen era stata insegnante nell’asilo nido dal 2012 al 2016 anno in cui la scuola materna ha scoperto che conviveva con il compagno.

L’insegnante è stata successivamente convocata per un incontro e le era stato chiesto di dire che non stava più convivendo con il fidanzato così che potessero informare i genitori dei bambini. De Groen rifiutò di mentire e fu licenziata. In una lettera, la scuola materna aveva precisato che l’insegnante aveva agito “violando la cultura, l’etica e le credenze religiose” e inoltre di “aver creato un danno finanziario all’asilo poiché i genitori hanno minacciato di togliere i figli dalla scuola”. 

Il tribunale del lavoro di Watford nel 2017 aveva stabilito che la De Groen era stata discriminata sulla base del genere sesso e della religione. La scuola materna era ricorsa in appello e il tribunale ora ha deciso che De Groen non è stata discriminata per la religione. 

Il giudice Swift ha affermato che, sebbene a un datore di lavoro non sia permesso di agire a danno di un lavoratore in base alla sua fede religiosa, è comunque consentito agire sulla base delle proprie convinzioni. I capi della scuola materna hanno espresso il parere che la convivenza e avere figli al di fuori del matrimonio è sbagliato.

Parlando al Times, il Rev. Stephen Terry, presidente della Accord Coalition, che si batte per l’inclusività nell’educazione, ha affermato che la sentenza renderà gli insegnanti delle scuole religiose, vulnerabili alla discriminazione religiosa.