Ong Lifeline salva migranti. “Se arrivano in Italia arresteremo equipaggio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 giugno 2018 0:42 | Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2018 0:44
Ong Lifeline salva migranti. Salvini: "Se arrivano in Italia arresteremo equipaggio"

Nave Ong Lifeline (Ansa)

ROMA  – Se l’Aquarius è stata ‘dirottata’ a Valencia, la Lifeline sbarcherà in Italia: ma per essere sequestrata, annuncia Danilo Toninelli. In un porto tricolore solo senza i migranti soccorsi, che dovranno  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] essere trasferiti a Malta o in Libia, precisa il collega Matteo Salvini.

La guerra dichiarata dal Governo M5S-Lega alle navi umanitarie fa così un’altra vittima. La linea dura è annunciata in mattinata, dopo che la nave della ong tedesca ha preso a bordo 224 persone (compresi 14 donne e 4 bambini) da alcuni gommoni ma non ha voluto consegnarli alla Guardia costiera libica. Intanto, si continua a morire: 120 annegati in due giorni, rileva Unhcr Libia.

In tutto il 2018 le vittime sfiorano quota 1.000. Da circa una settimana attiva a ridosso delle acque libiche, la Lifeline era stata protagonista nei giorni scorsi di alcuni polemici botta e risposta via twitter con Salvini, con accuse di ‘fascismo’ rivolte al titolare del Viminale, che aveva ironizzato sull’aspetto di un membro dell’equipaggio. Oggi il primo intervento vero e proprio al largo delle coste libiche: “in acque internazionali”, sostiene l’organizzazione. “In acque Sar (ricerca e soccorso) nostre”, ribattono da Tripoli.

Dalla capitale libica si muove una motovedetta che arriva in zona, soccorre un altro gommone in difficoltà e chiede la consegna dei 224. La Lifeline oppone un ‘nein’ e sollecita l’intervento alla Guardia costiera italiana: “vogliamo un porto sicuro”. Che non può essere libico, secondo la ong.

A questo punto sia Salvini che Toninelli si collegano in diretta Facebook, ognuno dal proprio ufficio, per manifestare tutto il loro disappunto. “Questa nave – sottolinea il primo – contravvenendo a tutte le regole e leggi, ha caricato 224 clandestini su gommoni partiti dalla Libia in acque libiche. La Guardia costiera italiana ha scritto ‘non muovetevi, ci pensano le autorità libiche’; la Guardia costiera libica ha scritto ‘non muovetevi, ci pensiamo noi’. Ma questi disgraziati, anche mettendo a rischio la vita dei migranti su quei gommoni, non hanno ascoltato le autorità libiche e italiane e sono forzosamente intervenuti per caricare il prezioso quantitativo di carne umana a bordo”. Bene, aggiunge, “questo carico di esseri umani ve lo portate in Olanda, fate il giro un po’ largo. Le navi di queste pseudo-ong non toccheranno più il suolo italiano”.

Nel pomeriggio arriva la comunicazione ufficiale: la Lifeline non è registrata in Olanda. E Toninelli attacca: “E’ una nave apolide, ‘fantasma’, che non può navigare in acque internazionali”; dunque, “nonostante sia in mare libico, ci assumiamo noi la responsabilità di portare i migranti sulle navi della nostra Guardia costiera, la porteremo in Italia dove dovrà fermarsi perchè la sequestreremo”.

Ma sulla destinazione dei 224 rischia di ripetersi il caso Aquarius e tra i due ministri emergono differenze. “Il mio obiettivo – spiega Salvini – è mettere in salvo quelle 200 persone, possibilmente non Italia, ma per esempio a Malta”. E l’equipaggio sarà “arrestato” con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

I due ministri provano poi a smontare la “retorica” delle ong “buone” e dell’Italia “cattiva”. La presenza di queste navi a meno di 30 miglia dalle coste libiche, osserva Toninelli, “sta incoraggiando le partenze dei barconi della morte e, non avendo caratteristiche tecniche per supportare salvataggi di massa, stanno mettendo a rischio la vita dei richiedenti asilo e degli stessi equipaggi”. E mentre la minaccia del sequestro pende anche per un’altra nave umanitaria, la Seefuchs della ong Sea Eye, le imbarcazioni di altre 2 organizzazioni, l’Aquarius, ripartita da Valencia e la Open Arms, giungeranno nel giro di un paio di giorni nel Canale di Sicilia.