Tobias Rathjen, l’impiegato neo nazista paranoico e con il porto d’armi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2020 8:18 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2020 8:21
Tobias Rathjen

Tobias Rathjen, l’impiegato neo nazista paranoico e con il porto d’armi

ROMA – Un cane sciolto paranoico. Un impiegato di banca 43enne che viveva con la madre di 72 anni. Un disadattato che diffondeva in rete teorie cospiratorie su improbabili società segrete. Un neo nazista che voleva “annientare coloro che la Germania non è più in grado di espellere”.

Questo il ritratto di Tobias Rathjen, l’uomo che ha preso un fucile e ha fatto fuoco prendendo di mira i bar notoriamente amati dalla comunità turca di Hanau, vicino Francoforte, uccidendo nove persone.

Non aveva una compagna. Tobias Rathjen non aveva una compagna perché, raccontava, aveva paura di essere spiato. Naturalmente una follia. Nessuno spiava il 43enne. Purtroppo.

“Non prendo moglie – scriveva – quando so di essere controllato”.

I servizi segreti, questo pensava e questo scriveva, erano riusciti a penetrare nel suo cervello, rubandone le idee e silurando le sue relazioni personali.

Il 43enne aveva anche mandato una lettera direttamente al capo della Procura generale, Peter Frank, il 6 novembre scorso, per denunciare ufficialmente “un’organizzazione sconosciuta dei servizi segreti” e chiedendo alle autorità di essere contattato per ulteriori sviluppi.

Nella lettera si autodefiniva “un normale cittadino”: “Non sono un agente dell’intelligence, né ho mai lavorato per loro”, ma riteneva di essere a conoscenza di “migliaia di cittadini tedeschi sorvegliati dalla polizia”.

Poi c’è il video.

Nel video pubblicato su YouTube pochi giorni prima di compiere le due stragi c’è una sintesi della follia di Tobias Rathjen: avverte gli americani di misteriose società segrete dove i bambini verrebbero maltrattati e uccisi e dove si adorerebbe Satana e poi  dpiega che deportare gli stranieri dal paese non è sufficiente, che c’è bisogno di una “pulizia di massima” e di una “pulizia finale”. Poi passa ad elencare addirittura venti Paesi, tra cui India, Turchia e Israele, che dovrebbero essere “completamente distrutti”.

Resta la domanda.

Il 43enne era in possesso di un regolare porto d’armi e di una licenza di caccia.  Le forze di sicurezza non si sono mai interessate al suo caso. Nessuno, in questi mesi e in questi anni, ha mai messo in relazione il suo regolare porto d’armi e le sue follie paranoiche. Perché?

Fonte: Ansa.