Cronaca Italia

Aeroporti, decreto interviene sulle low cost. Orio al Serio: “Folle”

aereoROMA – Una gara per l’affidamento di ogni nuova rotta. La norma, voluta del Nuovo centrodestra, contenuta nel decreto “destinazione Italia”, scontenta Assoaeroporti e in particolare lo scalo bergamasco di Orio al Serio. La preoccupazione riguarda l’eccessiva “burocratizzazione” delle nuove procedure. Spiega il Corriere della Sera:

La norma, oggi nero su bianco e che per «Il Caravaggio» avrebbe l’effetto di un boomerang (anche) nel 2015, se confermata imporrà di svolgere una gara per l’affidamento di ogni nuova rotta. Sottoposti alla procedura – secondo il testo presentato da firmatari del Nuovo centrodestra e ora in discussione – sono «gestori di aeroporti che erogano contributi, sussidi o ogni altra forma di emolumento ai vettori aerei in funzione dell’avviamento e sviluppo di rotte destinate a promuovere o soddisfare e promuovere la domanda nei rispettivi bacini di utenza». Questi «devono esperire procedure di scelta del beneficiario che siano concorrenziali, trasparenti e tali da garantire ampia partecipazione dei vettori potenzialmente interessati».

Nel gruppo rientrerebbero anche le società che – come Orio – con le compagnie attuano strategie di «co-marketing», quindi unendo le risorse per la promozione di entrambi. L’effetto generale? Fine degli incentivi che ora vanno soprattutto alle low-cost e soprattutto, in molti scali, a EasyJet o Ryanair. Vettore, quest’ultimo, che a Bergamo rappresenta l’83% del traffico, con 56 rotte sulle 80 totali italiane. Quanto basta per capire su cosa agirebbero lacci e lacciuoli.

Oggi, quando una compagnia potenzia la sua offerta (o la modifica), lo fa in base a intese con gli aeroporti: pensiamo alla nuova tratta su Atene che Ryanair attiverà in primavera, o alle molteplici altre. Con i nuovi paletti, ogni iniziativa dovrà essere preceduta dall’apparato burocratico dell’evidenza pubblica. Il tutto è già stato riletto come uno sgambetto statale alle concorrenti di Alitalia. Dalle parti di Orio l’attenzione è altissima, perché si temono i contraccolpi della burocratizzazione, delle lungaggini, della concorrenza «all’italiana».

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