Ancona brucia, selfie e video sul Belvedere. Porto in fiamme e nuvola nera sullo sfondo VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2020 12:41 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2020 17:11
Ancona brucia, selfie sul Belvedere

Ancona, brucia l’ex Tubimar al porto (Ansa)

Una nube tossica domina su Ancona, fumo nero e città mezza deserta. Fiamme visibili a chilometri di distanza, per spegnere tutti i focolai, annuncia il prefetto, ci vorranno giorni.

Ancona brucia. Fotografi, fotoamatori, ma anche semplici cittadini stanno intanto affollando il belvedere di largo Casanova: prendono foto, fanno selfie. Con lo sfondo del porto e della nube nera sprigionatasi dall’incendio alla ex Tubimar, ancora alta nel cielo.

Isolato tutto il comprensorio del porto dove ha sede la struttura. Chiusa via Mattei con il bypass. Un’auto sta transitando le strade del centro con fonomessaggi che ricordano ai cittadini la chiusura di scuole, Università, impianti sportivi, parchi, invitando a limitare gli spostamenti il più possibile.

Sono aperti e lavorano regolarmente gli uffici pubblici e privati. L’Università Politecnica delle Marche ha invece deciso di chiudere tutte le sue sedi, tranne il polo di Torrette presso l’ospedale regionale.

Stanno proseguendo regolarmente le attività nel porto di Ancona, al di fuori dell’area ex Tubimar.

Regolari anche molte attività in città, dove i negozi sono aperti. Sono chiusi invece, per scelta dei gestori, quelli del quartiere Archi, il più vicino alla zona del rogo.

Il prefetto: “Per spegnere tutto ci vorranno giorni”

“Ci sono dei focolai e continua a bruciare, per completare le operazioni di spegnimento ci vorranno alcuni giorni”. Lo ha detto all’ANSA il prefetto Antonio D’Acunto.

Che stamattina presto ha convocato una prima riunione con le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, l’Autorità di sistema portuale, protezione civile, Comune di Ancona, Asur e Arpam per fare il punto sull’emergenza.

Ancona brucia. A fuoco un deposito portuale di 40mila mq.

Le fiamme si sono sviluppate nel capannone ex Tubimar. “Uno spazio di 40mila mq di proprietà dell’Autorità di sistema portuale. Dato in concessione a diverse aziende e dove era stoccato vario materiale”.

La combustione di questo materiale ha sprigionato la nube di fumo nero, che ora si sta spostando dalla zona del porto verso il parco della Cittadella. (fonte Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).