Andrea Zamperoni trovato morto nel Queens. Il cadavere dello chef in un ostello malfamato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Agosto 2019 8:31 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2019 8:57
Andrea Zamperoni, Ansa

Andrea Zamperoni (foto Ansa)

ROMA – Andrea Zamperoni, capo chef italiano di Cipriani Dolci, noto ristorante nella stazione newyorchese di Grand Central, è stato trovato morto. Il cadavere è stato rinvenuto, avvolto in una coperta, in un ostello malfamato del Queens, lo stesso quartiere in cui risiedeva.

Lo chef era scomparso da sabato scorso. Zamperoni, 33 anni, era originario di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi. Era stato visto per l’ultima volta dai suoi compagni di appartamento sabato notte alla fine del turno, ha detto al New York Post il manager del ristorante, Fernando Dallorso.

Dallorso ha detto al Post in una telefonata che Zamperoni era una “persona dolcissima” e uno chef di talento. “Gli chef – sono le parole di Dallorso – sono noti per essere di forte temperamento. Questo ragazzo invece ha il cuore d’oro. Ha un fratello a Londra e una madre in Italia”.

“Siamo tutti sgomenti – ha detto don Nunzio Rosi, il parroco di Zorlesco, Casalpusterlengo –  Sto ricevendo decine e decine di messaggi dalla mia comunità che sta cercando insieme di darsi un perché a questa tragedia. Perché questa – continua il sacerdote – era una famiglia d’oro. Mai un screzio, uniti come se abitassero ancora tutti insieme. Alle 17.30, oggi, sono stato a casa dei genitori. Ho trovato il coraggio e ho suonato il campanello. La madre stessa mi ha raccontato che Andrea ha saputo, nei soli pochi mesi che era a New York, farsi voler bene quanto era benvoluto in Italia. Mi ha spiegato che era da questo pomeriggio che i suoi colleghi del ristorante di New York stavano pianificando più iniziative per sensibilizzare l’intera metropoli a collaborare segnalando qualsiasi cosa potesse farlo ritrovare”.

“Non aveva vizi, Andrea, non beveva, non fumava. Era veramente una brava persona – aggiunge il sacerdote -. Per questo noi stasera non riusciamo ad andare a riposare. Dobbiamo farci una ragione di tanta tragedia. I genitori oggi – conclude il sacerdote – a fronte del loro dolore composto, avevano tre cellulari davanti a loro. Speravano che uno o l’altro si mettessero a squillare e arrivassero notizie positive. Non sapevano ancora se partire per l’America o no. E tuttora non si sa, con certezza, cosa sceglieranno di fare né dove si terrà il funerale di Andrea dopo l’autopsia”.

“Questo evento – dice il sindaco della cittadina lodigiana, Elia Delmiglio – ci pone davanti a interrogativi ai quali difficilmente troveremo risposte. Tutto accade nel momento, tra l’altro, che avrebbe dovuto essere il più felice dell’anno per la comunità: nel periodo della sagra di San Bartolomeo. Ci stringiamo alla famiglia che perde un figlio, un fratello, in silenzioso rispetto: nel suo stile di sempre. Cercheremo, come comunità, di ricordare questo giovane”.