Anno scolastico a casa. In aula a maggio (forse), no prolunga a giugno

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 19 Marzo 2020 13:31 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2020 13:31
Anno scolastico a casa. In aula a maggio (forse), no prolunga a giugno

Anno scolastico a casa. In aula a maggio (forse), no prolunga a giugno (Foto Ansa)

ROMA – Scuola e coronavirus. Sul tema, ad oggi, due sole certezze: non si tornerà in aula prima di Pasqua e l’anno scolastico sarà regolare. Sulla data di rientro, senza un giorno preciso, premier e ministra competente hanno detto che l’indicazione originaria del 3 aprile sarà spostata in avanti. Sulla regolarità dell’anno già si erano espressi. Tra questi due pilastri tante incertezze e situazioni differenti da Regione a Regione, da scuola a scuola e da famiglia a famiglia.

Giuseppe Conte e il ministro Lucia Azzolina hanno confermato che la data del 3 aprile non è credibile per il ritorno a scuola. Lo dicono gli esperti, i comitati scientifici e il governo presto lo ratificherà dopo averlo di fatto annunciato. E in fondo erano pochi quelli che davvero credevano ad un simile schedulazione. Complice il calendario infatti, con la Pasqua il 12 aprile, era già facile immaginare quel 3 sarebbe diventato dopo le vacanze pasquali, il 14 o giù di lì.

Ora però anche questa data sembra ottimistica con pareri che chiedono 60 giorni di chiusura per rendere efficace lo stop. E allora quando si tornerà? Ad oggi – ogni previsione può essere smentita da nuovi dati inattesi sui contagi – la data più credibile è nella prima settimana di maggio.

Il calcio, ha detto il ministro Spadafora, potrebbe tornare in campo il 3 maggio. Con o senza pubblico si vedrà. E stessa indicazione potrebbe arrivare per la scuola. Quando si tornerà, avevano promesso e garantito a inizio pandemia ministra e governo tutto, l’anno sarà comunque regolare e valido e la chiusura non andrà, per mille motivi, oltre la fine di giugno. Un minimo slittamento sarà quindi possibile, ma non oltre quella soglia.

Se la regolarità è garantita dal ministero, altro discorso è la preparazione e il percorso degli studenti. La prova più difficile spetta a chi quest’anno è atteso dalla maturità. Alcuni, magari i meno diligenti, potranno beneficiare di commissioni più indulgenti vista la situazione, ma la preparazione media non potrà che risentirne e i maturandi non avranno tempo per recuperare. A scendere, l’impegno e la difficoltà di questo stop, si riducono man mano che si procede a ritroso nel percorso scolastico.

Lo stop sarà quasi indolore per i più piccoli, 3 mesi persi alle elementari avranno tanto tempo per essere recuperati. In attesa di tornare a scuola grande enfasi, e diffusione, ha avuto la didattica a distanza. Strumento utilissimo, ai limiti dell’indispensabile, ma non uguale per tutti. Quasi tutte le scuole si sono infatti attivate ma, quel ‘quasi’, lascia inevitabilmente qualcuno fuori.

E rimangono poi le differenze dei singoli, con professori e maestri più e meno smart; con famiglie che hanno a disposizione banda larga e computer per tutti e famiglie che non hanno né l’una né gli altri (sono poche ormai ma ci sono), senza tenere conto delle famiglie che per cultura tenderanno a dare meno importanza a questo tipo di formazione rispetto ad altre che invece seguiranno i figli come e peggio che se fossero in classe. Tante differenze che a maggio o a settembre le scuole, gli insegnanti e gli studenti si troveranno ad affrontare.