Omicidio Daniele e Eleonora, arrestato l’ex coinquilino: voleva prima torturarli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Settembre 2020 9:35 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2020 10:08
Il presunto killer di Daniele De Santis e Eleonora Manca voleva vendetta per essere stato sfrattato?

Il presunto killer Daniele e Eleonora voleva vendetta per essere stato sfrattato? (Foto d’archivio Ansa)

Arrestato il presunto assassino di Daniele De Santis ed Eleonora Manta: si tratta di un ex coinquilino 21enne dei due. Secondo l’accusa avrebbe voluto anche torturarli.

C’è un presunto assassino che ha progettato a lungo e tutto nei dettagli, ma ancora non c’è un movente per il duplice omicidio del giovane arbitro Daniele De Santis ed Eleonora Manta. Daniele ed Eleonora i due fidanzati uccisi barbaramente con decine di coltellate nella casa dove si erano appena trasferiti, il 21 settembre scorso a Lecce.

L’assassino (ex coinquilino) di Daniele De Santis ed Eleonora Manta

L’assassino sarebbe A. D. M., uno studente di 21 anni di scienze infermieristiche. E’ di Casarano, paese della provincia, ma fino allo scorso agosto “era stato un coinquilino”. Aveva abitato in affitto in una stanza nella casa che poi Daniele De Santis aveva deciso di ristrutturare per andarci a vivere con Eleonora.

L’omicidio, ha spiegato il procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris, sarebbe stato a lungo premeditato e definito nei minimi dettagli. Addirittura l’accusa ipotizza che volesse seviziare le due vittime.

In alcuni bigliettini che l’assassino ha perso nella fuga, è stata trovata non solo la mappa che indicava come evitare le telecamere di sicurezza della zona. Ma anche i dettagli “delle attività prodromiche” che avrebbero dovuto procedere l’omicidio. “Nelle intenzioni dell’assassino – ha detto De Castris – l’omicidio doveva essere una rappresentazione anche per la collettività”.

Sul punto il procuratore non è stato più chiaro, ma ha fatto riferimento alla circostanza che sul luogo dell’omicidio sono state trovate “striscette tendi tubo ed altro materiale”. “Da oggi la città di Lecce esce da un incubo – ha detto – l’accaduto è una rarità nella criminologia penale”.

L’assenza di movente

L’assenza di un movente – ha spiegato ancora il procuratore, che ha anche auspicato una confessione dell’indagato – ha rappresentato una grossa difficoltà iniziale nelle indagini. Perchè senza un movente è difficile capire qual è la pista da seguire e questo mi ha ha spinto a seguire la vicenda con quattro magistrati, oltre ad un sostituto anche i due aggiunti e il lavoro di polizia giudiziaria del carabinieri è stato eccellente”.

Alla identificazione del presunto omicida si è giunti attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza, intercettazioni e una perizia grafica sui bigliettini sporchi di sangue che erano stati persi dall’assassino nella fuga. Nei giorni scorsi erano stati acquisiti anche i contratti di affitto della casa del giovane arbitro, dai quali verosimilmente si è risaliti all’identita del killer.

L’assassino voleva seviziare Daniele ed Eleonora

Il 21enne studente di Scienze infermieristiche arrestato avrebbe progettato di immobilizzare i due fidanzati per seviziarli. E, infine, di lasciare una scritta a suggello del suo gesto. Questo, spiega l’Agi, emergerebbe dalle indagini dei carabinieri. In particolare da quanto trovato nell’appartamento di via Montello, dove Daniele ed Eleonora erano andati a vivere per avviare una stabile convivenza.

È stato lo stesso procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone De Castris, a fare cenno a delle fascette stringitubo ritrovate in casa. Materiale che poteva probabilmente servire all’omicida per legare le due vittime e, forse, torturarle, seguendo un macabro disegno.

Lo studente avrebbe alloggiato nell’abitazione di via Montello fino al 28 agosto. Dove aveva affittato una stanza servitagli come appoggio nel capoluogo salentino per poter frequentare i corsi universitari presso l’ospedale Vito Fazzi.

Secondo quanto si apprende da ambienti vicini alla famiglia De Santis, proprietaria dell’alloggio di via Montello, il presunto killer non avrebbe dato adito ad alcun genere di sospetto, comportandosi sempre in modo rispettoso. Usciva da casa la mattina e tornava la sera, senza dare alcun fastidio. All’apparenza, insomma, il 21enne di Casarano dava l’impressione di essere un ragazzo come tanti altri. (Fonti: Ansa e Agi)