Bus turistici, Telemarketing, Taxi, Ncc, rifiuti… prepotenza libera vince

di Riccardo Galli
Pubblicato il 21 Dicembre 2018 14:32 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2018 15:20

bus-turistici-roma-ansaROMA – Bus turistici prendono in ostaggio Roma. Non tollerano regole e limiti all’uso della città secondo la loro convenienza e secondo i loro interessi. Non tollerano e prendono in ostaggio la città e ricattano con l’ostaggio in mano Comune e governo.  Prepotenza libera e regna l’ordine del “prima noi”!

Telemarketing se ne frega di regole e volontà del prossimo. Aumenta del 22 per cento e non cede di fronte a nessun tentativo di essere limitato. Anzi, sempre più telefonate e sempre più insistenti/insolenti. Senza contare l’aumento di quelle, non regolari, che di fatto estorcono contratti. Stalking commerciale continuo via telefono. Prepotenza libera.

Taxi ed NCC che combattono la loro guerra di lobby letteralmente sulla pelle della gente. Tu governo non legiferi sotto mia dettatura? E io ti blocco le stazioni e gli aeroporti sotto natale. Così impari. Prepotenza libera.

E rifiuti, monnezza: ognuno la getta ormai dove gli pare. Nessuno o quasi la raccoglie. All’insulto civile di vivere in una città che non raccoglie i suoi rifiuti si reagisce con la incivile rivolta del getta come viene. Prepotenza libera, liberata e governante.

Bus turistici, taxi, ncc, telemarketing, rifiuti…sono gli ingredienti di cronaca della nostra società votata alla prepotenza libera, una società dove si scende in piazza e si protesta per il diritto di fare ognuno come gli pare. Si manifesta l’insofferenza alle regole, vissute come un ostacolo e quasi un affronto. E una società dove, chi non è prepotente, viene visto sostanzialmente come un ingenuo.

La protesta degli autisti di bus turistici della Capitale non è che l’ultimo esempio in ordine di tempo di questo discutibile sentire così diffuso nel nostro Paese. In una Roma alle prese con una situazione che ricorda quella dell’Egitto al tempo delle piaghe, gli autisti dei torpedoni che ogni giorno vomitano centinaia di turisti nel centro della città hanno deciso di ribellarsi ad una novità prossima ventura. E per farlo hanno pensato bene di parcheggiare i loro mezzi a piazza Venezia. Bloccando ovviamente il traffico circostante.

Ai romani, abituati a vedere bus comodamente in doppia fila un po’ ovunque ogni giorno dell’anno la cosa è sembrata ordinaria amministrazione, ‘colpa del Natale’ avranno pensato. Ma non alla sindaca Virginia Raggi che per una volta è scesa in piazza e ha fatto la voce grossa. Quella voce che, ad esempio, non si è sentita nei confronti delle bancarelle degli ambulanti, e quella voce che, puntualmente, rimane muta di fronte ad altre prepotenze. Come quelle che rimandano sempre e per sempre la Bolkestein. Ma torniamo agli autisti dei torpedoni, scesi in piazza per protestare contro un terribile sopruso: dall’anno prossimo non potranno più entrare nel centro della città. Apriti cielo…

E’ vero che a Roma il trasporto pubblico non brilla e i turisti si dovranno spesso accontentare di un servizio non all’altezza, ma che nel centro di una città non possano entrare i pullman è semplice buon senso. E’ buon senso prima ancora dell’arrivo della minaccia terroristica che ci ha mostrato come i camion possano diventare strumento di morte, ed è buon senso quando milioni di romani, ogni giorno, devono lottare con i suddetti pullman che congestionano il traffico essendo sovradimensionati rispetto alle strade e soffocano i parcheggi venendo abbandonati in doppia fila in ogni dove. E’ buon senso ma, per gli addetti ai lavori, è un sopruso e rivendicano quindi il diritto (?) di fare come gli pare.

E chi se ne frega se il ‘pullmanone’ grigio metallizzato finirà parcheggiato accanto ad una fontana del 1300. E poi i tassisti e gli NCC, gli ultimi rivendicano da tempo il diritto di fare come gli pare, cioè di prendere una licenza a Matera e lavorare a Roma, mentre i primi rivendicano di fatto la difesa di un monopolio in cui le licenze vengono tramandate e distribuite come un antico diritto feudale. Provare a mettere delle regole ai noleggi sembra un peccato di lesa maestà, mentre provare ad aprire il mercato dei taxi a Roma ad un briciolo di concorrenza viene vissuto come un’intrusione.

Lo sa bene Uber, tanto per citare un altro caso recente. Fotografia plastica di questo modo di essere, un report da poco pubblicato: quello sulle telefonate spam effettuato da Treucaller, nota app che consente di conoscere la provenienza e la natura delle chiamate ed eventualmente creare anche black list per bloccarle. L’azienda ha analizzato per il suo studio i dati di 2,4 milioni di utenti italiani dal 1 gennaio al 30 novembre 2018, scoprendo che siamo al terzo posto in Europa e all’undicesimo nel mondo per chiamate spam ricevute, pari ogni mese a circa 3,8 milioni. In Europa peggio di noi solo Grecia e Spagna con la parte del leone per le chiamate spam affidata al telemarketing che da solo produce il 48% degli squilli inopportuni. E i romani, quando il telefono squilla, sono quasi sempre imbottigliati ne traffico.