Ponte Morandi, indennizzi per la zona franca urbana e la zona arancione: a quanto ammontano e a chi andranno

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2018 16:29 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2018 16:29
Ponte Morandi, indennizzi per la zona franca urbana e la zona arancione: a quanto ammontano e a chi andranno

Ponte Morandi, indennizzi per la zona franca urbana e la zona arancione: a quanto ammontano e a chi andranno (Foto Ansa)

GENOVA – Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, commissario delegato per l’emergenza, e il sindaco di Genova Marco Bucci, commissario per la ricostruzione del ponte Morandi, hanno firmato i decreti per la definizione delle zone arancioni per imprese e abitanti, per la zona franca urbana e la cassa integrazione straordinaria.

“Con queste firme, tutto l’impianto normativo per il ristoro dei danni alla città di Genova viene applicato” ha detto Toti. Con i decreti “viene individuata la zona franca urbana dove, col sistema del credito di imposta e degli incentivi statali, si risarciscono un’ulteriore massa di aziende del territorio – spiega il governatore – si individua la zona dove verrà applicata la cassa integrazione in deroga alle aziende costrette ad interrompere o a ridurre la propria attività a causa del crollo del viadotto, si istituisce il risarcimento per le partite Iva”.

INDENNIZZI PER LA ZONA FRANCA URBANA – I decreti siglati oggi dai commissari Toti e Bucci individuano tutte le zone per gli indennizzi delle aziende e dei liberi professionisti colpiti direttamente o indirettamente dal crollo del Ponte Morandi a Genova. Si parte dalla zona franca urbana (ZFU) che comprenderà cinque Comuni dell’Alta Valpolcevera (Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese, Serra Ricco‘) e i municipi Valpolcevera, Centro Ovest, Centro Est, Medio Ponente e Ponente. Le risorse per il 2018 ammontano a 10 milioni di euro. E’ inoltre previsto un rifinanziamento nella Legge di Stabilità del Governo di 100 milioni per il 2019 e di altri 100 milioni per il 2020. Le imprese che hanno la sede principale o una sede operativa all’interno della ZFU e che hanno subìto una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento, nel periodo dal 14 agosto 2018 al 30 settembre 2018 (rispetto al valore medio del corrispondente periodo del triennio 2015-2017) possono richiedere: esenzione dalle imposte sui redditi per le attività d’impresa nella zona franca per un massimo di 100.000 euro; esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive nette, svolte dall’impresa nella zona franca, nel limite di 200.000 euro; esenzione dalle imposte municipali per gli immobili di proprietà siti nella zona franca e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica; esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica), a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente (esonero valido anche per i titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca).

Le esenzioni si feriscono al periodo di imposta in corso (2018). Le imprese che avvieranno una attività all’interno della ZFU entro il 31 dicembre 2018 potranno usufruire delle medesime esenzioni previste dalla Legge Genova. Per il biennio 2019-2020 chi investirà in attività nella ZFU usufruirà dei fondi che verranno rifinanziati nella Legge di Stabilità del Governo. 

INDENNIZZI PER LA ZONA ARANCIONE – I decreti siglati oggi, 21 dicembre, delineano anche la zona arancione che comprende i municipi Valpolcevera, Medio Ponente e Centro Ovest. Imprese e liberi professionisti che si trovano in questa zona potranno usufruire di una somma fino al 100% del decremento del fatturato rispetto alla media registrata nel triennio 2015-2017, fino a un limite massimo di 200.000 euro. Il decremento potrà essere dimostrato mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell’interessato accompagnata dall’estratto delle scritture contabili, per il periodo compreso tra il 14 agosto 2018 e il 29 settembre.