Carmen e Antonio, genitori eroi: hanno salvato figlie coi corpi. Chiara, mano simbolo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 agosto 2018 10:36 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2018 12:18
Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo, genitori eroi: hanno salvato figlie coi corpi. Chiara, mano simbolo

Carmen e Antonio, genitori eroi: hanno salvato figlie coi corpi. Chiara, mano simbolo (nella foto Ansa, la mano di Chiara)

CIVITA – Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo sono morti da eroi, anzi da genitori eroi: hanno fatto scudo coi loor corpi e hanno salvato la vita alle figlie Michela, 12 anni, e Chiara, 10 anni, mentre stavano per essere travolti dalla piena del torrente alle gole del Raganello [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. La foto della mano di Chiara, una volta raggiunta dai soccorsi, è già diventata simbolo della tragedie.

Carmen, docente nell’istituto superiore Marconi, e Antonio, impiegato nella catena commerciale Decathlon, vivevano a Qualiano (Napoli). Avevano quelle due figlie e le hanno difese a costo della propria vita: Michela è attualmente ricoverata, Chiara è invece rimasto miracolosamente illesa.

“La piccola mano fredda di Chiara, i suoi occhi terrorizzati e l’incredulità sui volti dei sopravvissuti. Queste sono le immagini che rimarranno per sempre scolpite nella mia memoria. In ventidue anni di servizio non mi era mai capitato nulla di simile”. Sono le parole di Pasquale Gagliardi, dirigente medico dell’elisoccorso regione Calabria, che ieri è stato tra i primi ad arrivare sul greto del torrente Raganello, nel Parco nazionale del Pollino, in provincia di Cosenza.

“La prima persona che abbiamo soccorso è stata la piccola Chiara – racconta Gagliardi – che abbiamo trovato in stato di ipotermia, con lesioni sul corpo e gravi difficoltà respiratorie causate dall’acqua ingerita che conteneva fanghiglia.
Situazione, questa, pericolosa perché la sabbia e il fango occludono gli alveoli polmonari. Era semicosciente ma in evidente stato di choc. L’abbiamo trovata accanto ad un cadavere e da quello che ho saputo in seguito, quasi certamente i genitori sono tra le vittime. Non dimenticherò mai la sua piccola mano nella mia. Così come non dimenticherò il soccorritore alpino che la teneva in braccio al quale non smettevo di ripetere ‘non la lasciare, riscaldala con il tuo corpo il più possibile'”.

Il sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, ha espresso a nome suo e di tutta l’amministrazione qualianese “il più profondo cordoglio per le vittime e la vicinanza alle loro famiglie, con cui ci siamo già messi in contatto per assicurare tutto il supporto morale e materiale di cui ci sarà bisogno”. Il primo cittadino ha anche aggiunto che al rientro delle salme “verrà indetto un giorno di lutto cittadino”.