Istat, aumentano spesa ed energia: il carrello è più caro del 4%

Pubblicato il 22 Febbraio 2012 12:36 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2012 12:38

ROMA – Costa di più la benzina, e non è una novità. Ma a essere più cara, a gennaio, è anche la spesa. Prodotti quotidiani, come zucchero e caffè, sono aumentati di ben il 16% circa. E poi è più salata l’energia in generale, da quella elettrica, al gas naturale.

A gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,2% su base annua, un rialzo ben superiore al tasso d’inflazione (3,2%). Secondo i dati Istat, che confermano le stime provvisorie, su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un anno. Contemporaneamente  l’inflazione annua a gennaio ha fatto segnare un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre.

I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza a dicembre avevano raggiunto un livello lievemente più alto (+4,3%), mettendo a segno il rialzo maggiore dall’ottobre del 2008. Ma nonostante il lieve rallentamento di gennaio la forbice rispetto al tasso d’inflazione complessivo non si restringe, rimanendo pari a un punto percentuale. Fra i rialzi che pesano sui portafogli delle famiglie ci sono, infatti, proprio i rincari di prodotti che si consumano quotidianamente come caffè (+16,5% tendenziale) e zucchero (+15,9%). E a gennaio non frenano la corsa neppure i carburanti e in generale tutto il comparto dell’energia: l’energia elettrica sale del 5% su base mensile e dell’11,2% su base annua (dal +5,1% di dicembre); il gas naturale aumenta del 3,3% in termini congiunturali e del 16,0% in termini tendenziali (dal +13,2% di dicembre).

Su base annua i maggiori tassi di crescita interessano l’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,4%), i trasporti (+7,3%) e le bevande alcoliche e tabacchi (+6,1%). Quelli più contenuti riguardano i servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%) e la ricreazione, spettacoli e cultura (+0,4%). I prezzi delle comunicazioni risultano in flessione dell’1,8%. A livello territoriale, Potenza (+5,0%), L’Aquila e Venezia (per entrambe +4,0%) sono le citta’ capoluogo di regione in cui i prezzi a gennaio 2012 registrano gli aumenti piu’ elevati su base annua