Cervia, 14enne accoltella a morte il padre: scatto d’ira durante un gioco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2019 9:07 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2019 11:42
Cervia, figlio accoltella il padre e lo uccide dopo un gioco

Cervia, 14enne accoltella a morte il padre: scatto d’ira durante un gioco

RAVENNA – Padre e figlio che giocano in casa, poi uno scatto d’ira improvviso e il 14enne accoltella il papà a morte. E’ accaduto in una casa di Cervia, in provincia di Ravenna, la sera del 3 gennaio. Il giovane, che soffre di un disagio, durane un gioco ha avuto un raptus e ha colpito il padre con un coltello da cucina. L’uomo, 55 anni, è stato soccorso e portato all’ospedale Bufalini di Cesena, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Il ragazzino è stato bloccato dai carabinieri e portato in una struttura idonea, la Procura ha disposto una perizia psichiatrica.

Su tutta questa tragica e delicatissima vicenda gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo, proprio anche per la minore età della persona coinvolta e per tutelare gli altri familiari. Sul posto è intervenuto il pm di turno della Procura per i minorenni di Bologna, che ha competenza regionale e che sta coordinando gli accertamenti dei militari. Verrà aperto un fascicolo per omicidio aggravato e si approfondirà il contesto familiare in cui è maturato un delitto che sembra assurdo.

I soccorsi sono stati chiamati da ambienti familiari. Da quello che si è potuto ricostruire padre e figlio stavano giocando insieme, in una stanza della loro abitazione, quando improvvisamente il ragazzino avrebbe avuto come un raptus: ha afferrato il coltello da cucina, lo ha rivolto verso il genitore e all’improvviso lo ha colpito: la ferita è stata letale. L’arma è stata trovata e sequestrata.

La questione principale che gli inquirenti devono affrontare è l’imputabilità del minore, già certificato e in cura. Per questo la Procura per i minorenni, guidata da Silvia Marzocchi, a breve disporrà una consulenza psichiatrica per stabilire la capacità di intendere e di volere del giovanissimo.  La Procura chiederà la convalida, e la custodia, appunto, in una struttura.