Chanel Totti, le scuse di Monica Mosca, direttrice di Gente: “Volevo valorizzare la famiglia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Agosto 2020 16:10 | Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2020 16:10
Chanel Totti, le scuse di Monica Mosca, direttrice di Gente: "Volevo solo valorizzare la famiglia"

Chanel Totti, le scuse di Monica Mosca, direttrice di Gente: “Volevo solo valorizzare la famiglia” (A sinistra la copertina, a destra il post di Ilary e Francesco Totti)

Gente, la direttrice Monica Mosca si scusa per la copertina con Chanel Totti in costume da bagno

Alla fine sono arrivate le scuse di Monica Mosca, direttrice del settimanale Gente, che nei giorni scorsi ha messo in copertina la figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi, Chanel Totti, 13 anni. 

“Sono molto dispiaciuta e amareggiata per le reazioni generate dalla pubblicazione sulla copertina di Gente numero 34 della foto di Francesco Totti e della figlia Chanel, scattate in spiaggia”, ha detto all’Ansa Mosca.

“Come direttore ho sempre inteso valorizzare le donne e più in generale sostenere i valori della famiglia: era l’intento anche di questa pubblicazione, in cui si è voluto semplicemente ritrarre la famiglia Totti in un momento di normalità. In alcun modo, ovviamente, abbiamo mai inteso uscire da questo obiettivo”, la tesi di Mosca. 

Anche se i toni dell’articolo riferiti alla ragazzina di 13 anni erano i seguenti: “Chanel diventerà più bella di mamma Ilary. Alta, bionda, atletica, occhi di ghiaccio, labbra carnose: le secondogenita del leggendario numero 10 giallorosso è già un incanto e fa concorrenza all’ex letterina. Le due sembrano gemelle. A vederla in costume, non c’è dubbio: è già una piccola donna. Ama la ginnastica e le immersioni e il fisico ringrazia”.

L’Ordine dei giornalisti segnala la direttrice di Gente

Intanto il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, in accordo con il segretario, Guido D’Ubaldo, ha deciso di procedere con la segnalazione al collegio di disciplina territoriale competente della direttrice responsabile di Gente al fine di valutare la sussistenza di eventuali violazioni della Carta di Treviso. Anche la Commissione Pari Opportunità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha stigmatizzato l’episodio.  

Telefono Azzurro: “Stop alla spettacolarizzazione dei minori”

Una condanna arriva anche da Telefono Azzurro. “Nell’ultima settimana abbiamo tristemente assistito, in due occasioni diverse, alla spettacolarizzazione del corpo di minori sui giornali”, denuncia l’associazione, che chiede agli organi di informazione di “tutelare sempre bambini e adolescenti, rispettandone l’immagine e la privacy. I mezzi di comunicazione hanno, infatti, una grande responsabilità nella costruzione di una società che promuova un ambiente di crescita positivo per i più giovani. Su questo tema, interviene la Carta di Treviso che disciplina appunto i rapporti tra stampa e infanzia”.  (Fonte: Ansa)