Clown therapy, onlus di Napoli incassa 100mila € e 10 denunce per truffa

Pubblicato il 16 Dicembre 2012 13:38 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2012 13:45
Clown therapy, onlus di Napoli incassa 100mila € e 10 denunce per truffa

“Ambasciatori del sorriso”: la vera clown therapy (Foto LaPresse)

ROMA – Si spacciava per una onlus impegnata nella “clown therapy” per i bambini malati di cancro. Chiedevano soldi, vestiti da clown, per quei poveri bimbi malati dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, scrive il Corriere della Sera. Hanno raccolto 100mila euro in 6 mesi, tra 35 Province e 93 Comuni, ma quei soldi non sono mai andati all’ospedale. Ora, scrive il Corriere, sulla testa della onlus pendono 10 denunce con l’accusa per associazione a delinquere e truffa.

Il Corriere della Sera scrive:

“L’imbroglio – un’impresa di successo avviata nel 2011 – è venuto a galla grazie alla denuncia di un cittadino di Ariccia, ai Castelli Romani, che dopo aver dato dei soldi a un volontario ha cercato il nome della onlus su internet e si è imbattuto in un sito in costruzione. È partita così l’operazione «Clown», con cui i carabinieri hanno individuato un’organizzazione formata da «una serie di associazioni a struttura piramidale, con un meccanismo tipo ‘scatole cinesi’ in cui gli stessi soggetti erano di volta in volta presidenti, amministratori, soci, tesorieri». Individui spesso legati da rapporti di parentela, quasi tutti con precedenti per truffa o fogli di via rilasciati dai Comuni nei quali raccoglievano i fondi”.

Il quartiere generale della onlus era a Napoli, spiega il maggiore Marco Piras, comandante della compagnia di Velletri:

“Abbiamo trovato i blocchetti delle ricevute, con annotati nomi dei benefattori e relativi importi”. I carabinieri sono convinti che di blocchetti in giro ce ne siano anche altri e che i truffatori abbiano incassato cifre molto più consistenti dei 10o mila euro trovati, denaro spillato a migliaia di cittadini convinti di lenire le sofferenze dei piccoli malati di cancro.

Ed è proprio da Napoli che i volontari, al momento ne sono stati individuati 108, partivano per le varie città per portare nelle piazze e nei centri commerciali la richiesta di aiuto per i bimbi malati:

“Partivano per raccogliere fondi in tutta Italia, armati di t-shirt e pettorine con il logo dell’associazione di turno, depliant pubblicitari, tesserini di riconoscimento e false autorizzazioni. «Sulle ricevute – precisa Piras – erano stampati anche i recapiti telefonici: chi, dopo aver versato il suo obolo, chiamava per avere chiarimenti, si sentiva rispondere da solerti segretarie pronte a confermare che i fondi raccolti sarebbero andati a finanziare eventi di ‘clown therapy’ e a dare il calendario delle successive tappe della raccolta”.