Coronavirus. Fuori prima le donne, poi i giovani maschi, anziani in casa ad oltranza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2020 9:12 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020 9:12
Coronavirus Italia. Fuori prima le donne, poi i giovani maschi, anziani in casa ad oltranza

Coronavirus. Fuori prima le donne, poi i giovani maschi, anziani in casa ad oltranza (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus, quando e come usciremo di casa? Non lo sa nessuno e la data è e sarà un incrocio (sperabilmente non traumatico) tra due linee: quella dell’andamento dell’epidemia (il numero dei contagi) e la tollerabilità sociale del lockdown (quanto resiste una società senza produrre?). Forse metà maggio, forse fine maggio, forse giugno.

Ma qualcuno, più d’uno dice ottobre, altri allungano alla fine del 2020, altri ancora più in là. Hanno ragione tutti, qualche ragione ce l’hanno tutti. Dipende da cosa si intende col quando usciremo? Forse usciremo a far due passi in libertà tra maggio e giugno e probabilmente già da dopo Pasqua qualcuno che oggi non lavora per decreto riavrà la libertà di andare a lavorare. Ma riandare al cinema, al bar, in discoteca, allo stadio forse neanche per tutta l’estate.

E semaforo verde alle varie forme del ritrovarsi tutti insieme forse non prima dell’autunno. E’ molto probabile se non certo che l’uscita dal lockdown non sarà un interruttore che passa dall’off all’on. Sarà per gradi, gradini temporali e forse anche geografici.

E una tentazione si affaccia, una tentazione, una suggestione, un’idea che fino a pochi giorni fa, anzi ancora oggi appaiono impensabili e improponibili. Ma quante cose fino a un mese fa gigantescamente impensabili e improponibili sono oggi la nostra realtà? 

La tentazione è quella del fuori prima le donne. Prima le donne e poi i giovani maschi. E gli anziani chiusi a casa ad oltranza. Una uscita dal lockdown calibrata per generi e anagrafe. Prima le donne perché con tutta evidenza resistono meglio e di più al virus. Poi i giovani maschi fino ai 40 anni di età. Poi i maschi adulti fino e non oltre i 55/60 anni. Gli anziani a casa fino a sparizione del virus.

Infiniti problemi ed ostacoli ad un piano del genere: etici, costituzionali organizzativi. Ma la pressione dell’epidemia unita a quella del dramma economico e sociale potrebbero travolgere ogni barriera e confine. Fino alla realtà distopica di far uscire, andare a lavorare i bambini? Andrà a fare la spesa il quasi immune che ha dieci anni e troverà alla cassa del supermercato la quasi immune che ha la stessa età?