Coronavirus. Dal 20 marzo cresce più lento ma per il picco ancora non ci siamo

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 27 Marzo 2020 13:41 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020 18:01
Coronavirus. Dal 20 marzo cresce più lento ma per il picco ancora non ci siamo

Coronavirus: dal 20 marzo ha rallentato (Ansa)

ROMA – Da una settimana corre meno veloce, ha rallentato, ma non siamo ancora arrivati al picco. L’ascesa della curva che descrive l’aumento di nuovi casi di positività sembra attenuarsi. L’Istituto Superiore di Sanità ha fatto il punto su uno scenario epidemiologico in continua evoluzione e ancora pieno di incognite.

Il dato incoraggiante è che si cominciano a vedere gli effetti delle misure di contenimento sull’andamento dell’infezione di coronavirus. Il paziente Italia comincia a rispondere alle cure. In primo luogo distanza sociale, isolamento domestico, lockdown mirato.

Il dato meno rassicurante è che sugli asintomatici brancoliamo ancora nel buio. Al momento non è possibile darne una stima, riferiscono a Roma il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, nell’incontro di oggi con la stampa organizzato dall’Iss.

“Il picco dell’epidemia si sta avvicinando”

Il picco dell’epidemia di coronavirus in Italia si sta avvicinando, ma non ci siamo ancora. Dal 20 marzo si nota un’apparente riduzione della curva contagi, ma “non siamo in una fase calante, ma di rallentamento della crescita”.

“Stiamo osservando segnali chiari di efficacia delle misure contenimento, ma – ha detto Locatelli – non bisogna deflettere dalle misure di distanziamento sociale”.

“Dal 20 marzo la curva dei nuovi casi sembra attenuarsi”

“Il dato rilevante è che a partire dal 19-20 il numero di nuovi casi segnalati cala, la curva sembra attenuarsi. Ma non dobbiamo illuderci che un rallentamento della diffusione possa indurci a rallentare le misure che abbiamo adottato. Ci sono realtà diverse nel Paese, la Lombardia e aree limitrofe con fortissima circolazione, mentre in altre aree c’è una circolazione ancora limitata, dove la sfida è fare in modo che quelle aree rosa non diventino rosse”ha aggiunto il presidente Silvio Brusaferro. (fonti Ansa e Agi)