Coronavirus, a Milano a Pasqua 12mila controlli, 487 multe. Il 5% fuori senza motivo

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Aprile 2020 12:42 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2020 12:42
Coronavirus, a Milano a Pasqua 12mila controlli, 487 multe. Il 5% fuori senza motivo

Coronavirus, a Milano a Pasqua 12mila controlli, 487 multe. Il 5% fuori senza motivo (Foto archivio Ansa)

MILANO  –  Annunciati, i controlli delle forze dell’ordine a Milano nel giorno di Pasqua sono arrivati massicci: 10.319 le persone fermate, 487 quelle sanzionate con multe nell’ambito delle verifiche per il contenimento della diffusione del coronavirus. Una persona è stata denunciata per false dichiarazioni.

Sono stati anche controllati 1.704 esercizi commerciali e nessun titolare è stato denunciato. In totale, dunque, ci sono stati circa 12mila controlli nel capoluogo lombardo. 

I dati della Polizia locale di Milano e della Prefettura, “relativi alle altre forze di Polizia, dimostrano che la grandissima maggioranza dei cittadini che sono in giro per la città sono in giro per lavoro. Io vorrei che questo fosse chiaro”. Lo ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel video che ogni giorno posta sulle sue pagine social e che oggi ha dedicato ai controlli realizzati dalla Polizia locale in occasione di Pasqua e di Pasquetta.

Secondo i controlli della Polizia locale i cittadini che sono fuori casa senza un valido motivo sono il 5%. Sala ha parlato dalla Centrale operativa dei vigili di Milano dove “si controlla normalmente soprattutto il traffico ma di traffico ce n’è ben poco, per cui ad oggi si controlla il rispetto delle ordinanze e si gestisce il pronto intervento”, ha concluso.

Il comandante della Polizia locale, Marco Ciacci, ha spiegato che “della gente in giro effettivamente c’è ma i controlli dimostrano che le persone che fermiamo sono quasi tutte in regola, la percentuale di gente che non è in regola è veramente bassa, quasi il 5%. Sono persone autorizzate per lavoro ed altre esigenze, principalmente lavoro, che si muovono per dare servizi alla città”. (Fonte: Ansa)