Coronavirus e sanzioni, la vera multa: 280 euro. Altro che stangata

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 30 Marzo 2020 8:40 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2020 8:40
Coronavirus sanzioni: alla fine è una mini multa da 280 euro

Sanzioni per strada per il Coronavirus (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Puntiamo sulla responsabilità e sulla buona volontà, e anche un po’ sulla paura. Per far stare gli italiani a casa, per convincerli, il Governo e quindi un po’ tutti noi puntiamo su questa ricetta. E questo perché, a conti fatti, uscire e violare le norme restrittive imposte dall’emergenza coronavirus è decisamente a buon mercato: 280 euro e si è a posto con erario e casellario giudiziario.

Forse meno con la coscienza, ma questa è un’altra storia. Sanzioni sino a 4mila e passa euro ha annunciato qualche giorno fa il premier Giuseppe Conte inasprendo le sanzioni per chi viola l’obbligo di stare in casa e uscire solo per esigenze fondamentali come la spesa. E qui c’è la paura.

Il premier lo ha annunciato all’Italia rilanciato da tutti i tg e dai quotidiani, per non parlare dei siti che hanno seguito anche la diretta della conferenza stampa. Così, ad una lettura superficiale, in molti hanno a ragion veduta creduto che, uscendo per andare a fare una passeggiatina, rischiassero una stangata da qualche migliaio di euro.

Ma non è così. Il testo del decreto del 25 marzo ha stabilito, è vero, una sanzione amministrativa compresa tra i 400 e i 3mila euro. Sanzione che può anche crescere fino a un terzo se commessa con un veicolo e raddoppiare in caso di recidiva.

C’è tuttavia un particolare non da poco: chi decide di saldare la suddetta stangata entro 60 giorni dalla notifica pagherà solo il minimo previsto di 400 euro, scontato di un ulteriore 30% qualora il pagamento dovesse avvenire entro 5 giorni. Calcolatrice alla mano fanno 280 euro.

Non certo le migliaia evocate dal premier. Sanzione che sarà valida anche per chi è stato pizzicato prima del 25 marzo, la norma è infatti retroattiva. Una nuova sanzione amministrativa che elimina l’aspetto penale della violazione per evitare di sovraccaricare i tribunali con migliaia di procedimenti e che, nelle intenzioni, doveva diventare più pesante dei 208 euro che accompagnavano la violazione penale.

Ma questo secondo aspetto è più una promesso e uno spauracchio che un dato reale. E allora tolti quelli che in buona o cattiva fede credono di rischiare migliaia di euro se escono impropriamente di casa, per rispettare le misure straordinarie che stiamo sperimentando e per non renderle inutili, ci dobbiamo affidare al senso civico degli italiani.

Italiani che stanno e staranno in casa non per paura della multa, ma per paura del contagio e perché sanno che è la cosa giusta da fare per cercare di limitare la diffusione del virus e per cercare di tornare nel più breve tempo possibile ad una vita il più possibile normale. Una speranza ben riposta in molti casi. Eccetto ovviamente quel manipolo di irresponsabili che continua nelle strade assolate delle città ad andare a fare una corsetta magari in compagnia. Per loro il senso di responsabilità non vale e la speranza è mal riposta. Per loro ci vorrebbero ben di più dei 280 euro.