Corsia d’emergenza: fermarsi a far pipì si può. Una sentenza della Cassazione

di Dini Casali
Pubblicato il 5 aprile 2019 10:02 | Ultimo aggiornamento: 5 aprile 2019 10:02
Corsia d'emergenza: fermarsi a far pipì si può. Una sentenza della Cassazione

Corsia d’emergenza: fermarsi a far pipì si può. Una sentenza della Cassazione

ROMA – Fermarsi sulla corsia di emergenza dell’autostrada per espletare un bisogno fisiologico impellente è lecito, si può se costretti da una necessità non rinviabile. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha assolto un automobilista colpito da un motociclista mentre risaliva in macchina: fino a tre ore si può stare sulla corsia d’emergenza se si dimostra una avaria o qualunque imprevisto che impedisce la circolazione.

Il caso sulla quale ha deliberato la Corte riguarda un incidente mortale occorso nel 2013 sul Grande Raccordo Anulare a Roma: un tassista si era fermato appunto sulla corsia di emergenza per fare pipì, mentre risaliva nella vettura fu investito da un motociclista che sbalzato via perse la vita.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello non hanno accolto le istanze dei familiari del motociclista, appuntati soprattutto sulla circostanza che il tassista aveva utilizzato il telefonino prima di fare i suoi bisogni (il che avrebbe dovuto smentire l’urgenza del bisogno), non aveva indossato il giubbotto arancione o segnalato la sua presenza, né era affetto da incontinenza cronica.

Circostanze che non hanno sortito effetti, a prevalere infatti è stato l’esame della dinamica dell’incidente per cui dal momento che di mattina la visibilità era perfetta non servivano giubbotto e segnalazioni: la colpa, riconosce la Cassazione, fu causata dalla distrazione del motociclista. (fonte La Stampa)