Diciotti: 41 migranti chiedono risarcimento. Il pm Zuccaro chiede archiviazione anche per Di Maio-Conte-Toninelli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2019 12:14 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2019 12:14
Diciotti: 41 migranti chiedono risarcimento. Il pm Zuccaro chiede archiviazione anche per Di Maio-Conte-Toninelli

Diciotti: 41 migranti chiedono risarcimento. Il pm Zuccaro chiede archiviazione anche per Di Maio-Conte-Toninelli

ROMA – Alcuni migranti che erano a bordo della nave Diciotti hanno presentato un ricorso al tribunale civile di Roma per chiedere al governo italiano un risarcimento per essere stati costretti a rimanere a bordo diversi giorni. Secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, il ricorso è stato presentato da uno studio legale a nome di 41 migranti, tra cui un minore, che erano a bordo della nave e che ora chiedono al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Interno Matteo Salvini un risarcimento tra i 42mila e i 71mila euro.

Dei 41 migranti che si sono rivolti allo studio legale, dicono ancora le fonti del Viminale, 16 risultano essere nati l’1 gennaio. Dopo esser scesi dalla Diciotti, gli stranieri si erano poi rifugiati presso le strutture di Baobab Experience.

Di Maio-Toninelli-Conte, il pm di Catania chiede l’archiviazione. Ieri mattina intanto è stata notificata la richiesta di archiviazione sul caso Diciotti da parte della Procura di Catania per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per il vicepremier Luigi Di Maio e per il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. E’ quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Titolare dell’inchiesta è il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. Lo stesso magistrato che aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo, per sequestro di persona aggravato, del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che avrebbe agito per “scelta politica, non sindacabile dal giudice penale”.

Adesso la valutazione passa al Tribunale per i ministri di Catania, nella stessa composizione collegiale che ha già chiesto l’autorizzazione a procedere per Salvini. Avrà 90 giorni di tempo per decidere, e la sua deliberazione non è impugnabile se accoglierà l’archiviazione. Nel caso dovesse sollecitare l’autorizzazione a procedere, invece, la richiesta dovrà essere esaminata dal Parlamento: da Palazzo Madama per il senatore Di Maio e per Conte, che non è stato eletto, e dalla Camera per il deputato Toninelli.