Edoardo Di Ruzza, chi è il ragazzo ucciso in via Torresini a Giardinetti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 febbraio 2014 11:42 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2014 16:40
Roma, chi è Edoardo Di Ruzza:

Edoardo Di Ruzza

ROMA – Edoardo Di Ruzza è stato ucciso a colpi di pistola, ieri 6 febbraio, in via Attilio Torresini, nel quartiere di Giardinetti, a poche centinaia di metri dall’Università di Tor vergata. A sparare sarebbero stati, secondo alcuni testimoni, due persone a bordo di un’auto poi fuggita in direzione Tor Vergata.

Di Ruzza, 22 anni, è stato freddato da almeno due killer sotto il proprio appartamento, nel quale viveva con la moglie.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, Edoardo Di Ruzza era sceso in strada per parcheggiare lo scooter. Una volta in via Torresini i killer (o il killer) si sono avvicinati scaricandogli indosso almeno dodici colpi, come risultato dai bossoli ritrovati in strada dalla polizia scientifica.

A dare l’allarme intorno alle 20:30 un vicino di casa che ha udito diversi spari nella piccola strada senza uscita di Giardinetti. Secondo delle prime indicazioni i killer sarebbero poi fuggiti a bordo di un’auto berlina di colore bianco dileguandosi verso via della Sorbona e la zona di Tor Vergata.

Sulla vicenda indagano gli investigatori della Squadra Mobile diretti da Renato Cortese. Gli agenti hanno acquisito i filmati di alcune videocamere di sicurezza della zona che potrebbero aver ripreso la fuga degli assassini. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.

Edoardo Di Ruzza aveva dei precedenti penali. Il 16 novembre del 2011 venne infatti arrestato dai carabinieri della Compagnia di Frascati, come riporta Roma Today, assieme ad altre due persone, un coetaneo del 1991 ed un uomo del 1971, dopo essere stati colti in flagranza di reato mentre cedevano dosi di sostanza stupefacente ad un acquirente. Il fermo avvenne in via Giovanni Duprè, sempre a Giardinetti, poco distante dal luogo dell’agguato di ieri sera. I tre vennero trovati in possesso di cocaina, marijuana e soldi in contanti, celati tra le palme della strada che usavano come nascondiglio.

Oltre che ad essere fermati e giudicati colpevoli del reato di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” i tre vennero trovati in possesso di una pistola semiautomatica calibro 9×17, con matricola abrasa. L’arma venne poi affidata al Ris con riscontri negativi rispetto ad altre indagini aperte, ma comunque acquisita come prova nella banca dati.