Elena Ceste, Michele Buoninconti a giudizio immediato. Gip: “Prove evidenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2015 18:24 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2015 20:42
Elena Ceste, Michele Buoninconti a giudizio immediato. Gip: "Prove evidenti"

Michele Buoninconti

ASTI – Giudizio immediato per Michele Buoninconti, accusato di aver ucciso e poi nascosto il cadavere della moglie Elena Ceste. Il giudice per le indagini preliminari ritiene sufficienti le prove raccolte fino ad oggi a carico dell’uomo, e ha fissato la prima udienza in Corte d’Assise per il primo luglio. I due avvocati della difesa hanno ora 15 giorni di tempo per chiedere il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena.

Dal carcere, dove si trova dal 29 gennaio, Buoninconti ha detto di voler lasciare ogni suo avere ai quattro figli e che non intende opporsi all’affidamento dei bambini ai nonni materni.

Buoninconti ha sempre negato l’omicidio. Ricordando il giorno della scomparsa di Elena, il 24 gennaio del 2014, diceva: “Mi aveva detto che non si sentiva bene e mi aveva chiesto che andassi a prendere i ragazzi a scuola”. Elena non era impazzita come aveva detto Buoninconti nel dare l’allarme. Nelle ore precedenti non era stata travolta da nessuna “crisi psicotica” con “mal di testa” e delirio”. E non si era messa a vagare sperduta lontano da casa completamente nuda e senza occhiali.

Secondo gli inquirenti Buoninconti, “con un piano studiato, preparato ed eseguito al solo scopo di salvare onore, orgoglio e dignità” feriti da una moglie che riteneva “inadeguata” e “infedele”, accompagnò i figli a scuola, rientrò a casa e fece in modo di sorprendere la moglie in camera mentre curava “l’igiene personale”. Sul letto matrimoniale ne provocò la morte “presumibilmente per asfissia”. Quindi, senza vestirla, la caricò in auto e, approfittando della nebbia, la abbandonò nel Rio Mersa, al confine tra Costigliole e Isola d’Asti dove poi è stata trovata nove mesi dopo.