Elena Ceste morta: suo il cadavere nelle campagne di Asti. Omicidio o suicidio?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2014 9:05 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2014 20:26
Elena Ceste morta: suo il cadavere nelle campagne di Asti

Elena Ceste morta: suo il cadavere nelle campagne di Asti

TORINO –  Elena Ceste è morta. Il dna della donna scomparsa lo scorso 24 gennaio è compatibile con quello del cadavere trovato nelle campagne della provincia di Asti il 18 ottobre scorso.

Sfuma così ogni dubbio sull‘identità del cadavere, che in un primo momento aveva fatto pensare all’imprenditore suicida di Isola d’Asti di 52 anni, scomparso a inizio febbraio e che aveva annunciato di volersi togliere la vita per i debiti che opprimevano la sua azienda.

Ma se il corpo è quello della mamma di Costigliole d’Asti scomparsa lo scorso gennaio, resta il giallo: si è trattato di omicidio o di suicidio? Gli investigatori indagano ormai da tempo sulla sua scomparsa e ora dovranno ricostruire il tragitto di Elena, che dalla sua casa finì in quel canale di scolo dove il suo cadavere è stato ritrovato.

Il comando dei carabinieri di Asti ha dichiarato la mattina del 23 ottobre:

“Al termine di specifiche analisi condotte da un Istituto specializzato di Torino delegato al riguardo dall’Autorità giudiziaria inquirente, è stato riscontrato che il dna della signora Elena Ceste, scomparsa il 24 gennaio 2014 dalla propria abitazione di Costigliole d’Asti, è compatibile con quello del cadavere ritrovato il 18 ottobre scorso ad Isola d’Asti in località Chiappa. I familiari della donna sono stati informati da alcuni Ufficiali del Comando Provinciale Carabinieri di Asti. Le indagini continuano nel più stretto riserbo”.

La storia di Elena Ceste inizia il 24 gennaio 2014, quando  il marito Michele Buoninconti, vigili del fuoco ad Alba, ne denuncia la scomparsa: “Mia moglie è scomparsa da casa. Mi aveva pregato di passare a prendere i figli a scuola perché non stava bene. Non l’ho più vista”.

Sparita nel nulla, senza alcun bagaglio, lasciando l’auto in cortile e il telefono cellulare in casa. Partono le ricerche: vengono perlustrati campi e boschi, svuotati pozzi, scandagliati corsi e specchi d’acqua. A fine febbraio il marito accusa: “Elena era ricattata da due uomini per una foto nella quale era abbracciata ad un amico”. Ma i due vengono subito scagionati.

Poi iniziano le segnalazioni, con la prima all’inizio di marzo che porta gli investigatori a Torino: “Ho visto una donna come lei su un tram”. I carabinieri acquisiscono i filmati dall’azienda pubblica di trasporti ma anche questa pista si rivela infruttuosa. Una torinese si riconosce nel video: “Mi spiace, ma quella donna sono io, non la signora Ceste”.

Il 19 marzo, poi, un corpo affiora dalle acque del fiume Tanaro, ma è quello di una suicida di Alba. Poi si cerca in pozzo di Govone (Cuneo), infine in un laghetto artificiale tra Isola e Motta di Costigliole. Nasce un comitato per Elena Ceste e sei gruppi su Facebook.

L’ultima segnalazione porta a Tenerife: “L’ho vista su quell’isola con un uomo”, ma anche questa ipotesi si rivela infondata. Dopo nove mesi il giallo resta, ancora, insoluto. E poi le insinuazioni di alcuni settimanali (su tutti Giallo) e di alcune trasmissioni tv (Chi l’ha visto?, Quarto Grado) che portano i sospetti sul marito.

Ora il corpo di Elena è stato ritrovato senza vita nelle campagne in provincia di Asti e agli investigatori spetta ricostruire cosa realmente accaduto e se si tratti di omicidio o suicidio.

Le immagini del ritrovamento del corpo (LaPresse)