Ergastolo duro, Italia bocciata: benefici a mafiosi e terroristi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2019 15:17 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2019 19:14
Ergastolo duro, italia bocciata: benefici a mafiosi e terroristi

Foto d’archivio Ansa

ROMA – L’Italia deve riformare la legge sull’ergastolo duro. Una legge che di fatto oggi impedisce al condannato di usufruire di benefici sulla pena se non collabora con la giustizia. Saranno quindi consentiti benefici per i condannati ad una pena che prevede appunto l’ergastolo duro, come terroristi o mafiosi. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo, rifiutando la richiesta di un nuovo giudizio avanzata dal Governo italiano dopo la condanna – che adesso diventa definitiva – emessa il 13 giugno scorso.

Sull’ergastolo duro ai mafiosi la Corte dei diritti umani di Strasburgo (Cedu) dà quindi torto all’Italia e non accoglie il ricorso del governo contro la sentenza del 13 giugno che bocciava il cosiddetto “fine pena mai” in quanto – secondo la giurisprudenza della Corte – a chi è detenuto non si può togliere del tutto anche la speranza di un recupero, ma al soggetto in carcere va riconosciuta la possibilità di redimersi e di pentirsi ed avere quindi l’ultima chance di migliorare la propria condizione.

Nella sentenza emessa lo scorso 13 giugno, e ora definitiva, la Corte di Strasburgo ha stabilito che la legge sull’ergastolo ostativo viola il diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. Il caso su cui la Corte si è pronunciata è quello di Marcello Viola, in carcere dall’inizio degli anni ’90 anni per associazione mafiosa, omicidio, rapimento e detenzione d’armi. L’uomo si è finora rifiutato di collaborare con la giustizia e gli sono stati quindi rifiutati due permessi premio e la libertà condizionale.

Nella sentenza la Corte spiega che lo Stato non può imporre il carcere a vita ai condannati solo sulla base della loro decisione di non collaborare con la giustizia. I giudici di Strasburgo ritengono che “la non collaborazione” non implica necessariamente che il condannato non si sia pentito dei suoi atti, che sia ancora in contatto con le organizzazioni criminali, e che costituisca quindi un pericolo per la società.

La Corte afferma che la non collaborazione con la giustizia può dipendere da altri fattori, come per esempio la paura di mettere in pericolo la propria vita o quella dei propri cari. Quindi, al contrario di quanto affermato dal governo, la decisione se collaborare o meno, non è totalmente libera. Allo stesso tempo a Strasburgo ritengono che la collaborazione con la giustizia non comporti sempre un pentimento e l’aver messo fine ai contatti con le organizzazioni criminali.

Nella sentenza la Corte non dice che Viola deve essere liberato, ma che l’Italia deve cambiare la legge sull’ergastolo ostativo in modo che la collaborazione con la giustizia del condonato non sia l’unico elemento che gli impedisce di non avere sconti di pena.

L’Italia, nel suo ricorso, ha spiegato la specificità criminale del nostro Paese, la pericolosità delle mafie, Cosa nostra, camorra, ‘ndrangheta. Il ricorso aveva motivato la ragione delle norme rigide sull’ergastolo spiegando che esse riguardano solo alcuni reati molto gravi, come mafia, terrorismo, pedopornografia, e consentono una strategia severa contro chi, aderendo a un’organizzazione mafiosa o terroristica, si pone l’obiettivo di destabilizzare lo Stato.

Di Maio: “Liberi mafiosi e terroristi”

A paventare “il rischio di ritrovarci fuori dal carcere anche boss mafiosi e terroristi” ieri era stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Se lunedì il verdetto sul ricorso presentato dal governo confermasse questa posizione – ha argomentato Di Maio – si andrebbero ovviamente a depotenziare gli strumenti giudiziari che oggi ci permettono di fronteggiare il fenomeno mafioso e terroristico. E non si tratta di un problema che interessa solo l’Italia, ma ne va della sicurezza di tutta l’Europa”. E di un’esigenza europea oltre che italiana aveva parlato il ministro Bonafede: “La legislazione italiana – ha detto – si è dimostrata molto efficace nella lotta a questi fenomeni che, tra l’altro, non sono solo italiani ma anche europei”.

Gasparri: “Sconcertato da una sentenza che favorisce il crimine”

“Leggeremo la sentenza europea sull’ergastolo in Italia – dice il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri – Ma sono sconcertato da una decisione che ignora la necessaria fermezza nella lotta alla mafia. Questione che non riguarda solo l’Italia ma tutti. I governi di centrodestra in Italia hanno rafforzato tutte le norme antimafia, confische, 41 bis e altro. I risultati sono stati positivi per l’affermazione della legalità. La sentenza europea, se ne rendano conto, favorisce il crimine. E questo va detto con chiarezza. Chi decide cose simili va contrastato con durezza”.