Ex Ilva, procura Milano apre indagine esplorativa. Scontro col governo per scudo penale

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2019 8:51 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2019 8:51
Ex Ilva, procura Milano apre indagine esplorativa. Scontro col governo per scudo penale

Un operaio dell’ex Ilva (Foto archivio Ansa)

MILANO – La Procura di Milano ha aperto un fascicolo esplorativo su Acelor Mittal e la gestione dell’ex Ilva per verificare un ipotetico danno all’interesse pubblico. Il fascicolo al momento è un modello 45, cioè senza ipotesi di reato.

In particolare i pm intendono accendere un faro sulle comunicazioni rese a partire dallo scorso 4 novembre quando il gruppo franco-indiano ha manifestato la volontà di recedere dal contratto d’affitto dello stabilimento di Taranto. Oltre a questo, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, le indagini puntano ad accertare la regolarità o meno nei rapporti economici e contrattuali.

Così alla partita politica, che vede in campo governo e sindacati, si affianca la battaglia giudiziaria con la procura di Milano che scende in campo ed entra anche nella causa civile che Acelor Mittal ha aperto contro i commissari straordinari. In questo caso per il procuratore Francesco Greco si ravvisa un “preminente interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazionali, alle necessita economico-produttive del paese, agli obblighi del processo di risanamento ambientale”.

Intanto i sindacati si dicono “per nulla soddisfatti” da un incontro “non andato bene”. Così si sono espressi i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, dopo la riunione al Mise. “La proprietà ha espresso la volontà di lasciare la fabbrica”, spiegano ritenendo urgente “l’avvio di un tavolo con la proprietà per trovare soluzioni”. Al governo chiedono di “ripristinare lo scudo penale per togliere gli alibi ad ArcelorMittal”. Avvertono che la “mobilitazione prosegue” e mettono in guardia: “I lavoratori non si renderanno complici dello spegnimento dell’acciaieria”.

E’ scontro anche tra l’azienda e il governo sullo scudo. Con il venir meno dello scudo penale “è stato rotto il concetto base del piano risanamento dell’ex Ilva”, ha sottolineato l’Ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli all’incontro al ministero con i sindacati. Sono venuti meno i presupposti di un un piano “che diceva: ci piacerebbe avere la bacchetta magica ma non l’abbiamo, allora bisogna andare al 2023, quando l’area a caldo sarà accettabile, nel frattempo creiamo le condizioni per arrivarci e una delle condizioni era dare la protezione a chi ci lavora”. 

Riteniamo che “non siano stati rispettati i termini del contratto”, ha aggiunto. Uno dei nodi è l’area a caldo: lavorarci “fino a qualche settimana non era un crimine ora lo è. Non è una cosa di poco conto”. Poi le prescrizioni sull’altoforno Afo2: “Ci era stato detto che tutto quello che era stato chiesto dalla magistrature come interventi di miglioramento era in corso, invece non era stato fatto niente”.

Dura la presa di posizione del premier Giuseppe Conte: “Arcelor Mittal si sta assumendo una grandissima responsabilità” sull’ex Ilva, in quanto la decisione dello stop “prefigura una chiara violazione degli impegni contrattuali e un grave danno all’economia nazionale. Di questo ne risponderà in sede giudiziaria sia per ciò che riguarda il risarcimento danni, sia per ciò che riguarda il procedimento d’urgenza”.

Fonte: Ansa